Il Cristo Redentore di Maratea
Sulla cima del monte San Biagio, a Maratea, in provincia di Potenza, si erge una delle statue più imponenti d’Italia. La statua del Cristo Redentore, realizzata tra il 1963 e il 1965 dall’artista Bruno Innocenti, non è solo un’opera d’arte, ma un simbolo di fede e di connessione con la comunità.
La statua del Cristo Redentore è alta 21,13 metri, con un’apertura delle braccia che raggiunge i 19 metri. La sua costruzione è stata un’impresa complessa, fatta di cemento e scaglie di marmo di Seravezza. Ma non è solo la sua grandezza a colpire, bensì il significato profondo che ha acquisito per la città di Maratea. Anche se la sua inaugurazione non fu accompagnata da grandi cerimonie, il Cristo Redentore ha trovato rapidamente il suo posto nel cuore della gente, diventando un punto di riferimento spirituale e culturale.
La storia di questa statua inizia con una croce che fu posta sulla cima del monte nel 1907, per commemorare un evento storico. Nel corso degli anni, la croce venne sostituita da una nuova, più resistente, ma fu solo negli anni ’60 che si concretizzò l’idea di un monumento al Cristo Redentore. Fu il conte Stefano Rivetti di Val Cervo a immaginare la sostituzione della croce con una grande statua, e fu lui a portare avanti il progetto. La statua, concepita da Innocenti, doveva rappresentare un Cristo che benedicesse non solo la città, ma anche il mare e la bellezza circostante.
La realizzazione della statua non fu semplice. Innocenti lavorò a stretto contatto con ingegneri e operai locali, e la struttura venne realizzata utilizzando oltre 14 tonnellate di ferro, che divennero lo scheletro della statua. Il cemento misto a marmo venne gettato sulla base, creando una superficie che fu successivamente scolpita dal maestro stesso. Una volta completata, la statua non fu oggetto di una grande cerimonia di apertura, a causa di un clima di tensione tra la comunità e gli amministratori locali.
Anche senza l’inaugurazione ufficiale, la statua del Cristo Redentore si è imposta come simbolo per la città. Nel 2013, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, l’area intorno alla statua è stata meta di pellegrini e fedeli, e fu allora che venne proposta l’idea di un gemellaggio con il famoso Cristo Redentore di Rio de Janeiro. Questo gemellaggio è stato formalizzato nel 2021, unendo le due città in un legame spirituale che va oltre i confini geografici.
Le dimensioni della statua sono imponenti: 400 tonnellate di peso, una struttura che si innalza dalla roccia senza piedistallo, con il piede sinistro visibile. La sua posizione, a strapiombo sul mare, dona alla statua un aspetto che la fa sembrare un tutt’uno con il paesaggio marateota. La testa di Cristo, con capelli corti e una barba appena accennata, è una rappresentazione diversa rispetto alla tradizione. Il gesto delle braccia aperte, con il braccio destro più sollevato, richiama un movimento di preghiera che non solo guarda verso la città, ma anche verso il mare, come se il Cristo volesse abbracciare tutto ciò che lo circonda.
La statua è una fusione di arte e natura. Innocenti non ha creato un’opera che stonasse con il paesaggio, ma ha cercato di integrarla in esso, scegliendo materiali e linee che richiamano l’ambiente marino e montano. La statua non è solo un monumento, ma un messaggio di benedizione che arriva dalla cima di un monte e si diffonde su Maratea, sul mare e sulla vita quotidiana di chi la osserva.