Vangelo di oggi 1 febbraio: “La via della vera felicità”

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Vangelo di oggi 1 febbraio: "La via della vera felicità"
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Il brano del Vangelo di oggi ci ricorda che la santità non è evasione dalla realtà, ma scelta quotidiana di vivere secondo la logica del Regno.

Il discorso delle Beatitudini apre il grande insegnamento di Gesù sul monte e ne costituisce il cuore. Qui il Signore non propone semplici norme morali, ma rivela il volto dell’uomo nuovo ed il cammino della vera felicità. Le Beatitudini capovolgono la logica del mondo: ciò che appare debolezza diventa forza, ciò che sembra perdita si trasforma in promessa. Gesù parla ai discepoli, ma davanti alle folle, mostrando che il Regno dei cieli è offerto a tutti e chiede una conversione profonda del cuore.

Dal Vangelo secondo Matteo 5,1-12

In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Vangelo di oggi 1 febbraio: "La via della vera felicità"
Commento al Vangelo del 1 febbraio

La riflessione sul Vangelo di oggi

Gesù sale sul monte e si siede: è il gesto del Maestro che insegna con autorità, come un nuovo Mosè. Ma la Legge che proclama non è fatta di precetti esterni, bensì di atteggiamenti interiori. Le Beatitudini descrivono Cristo stesso e, allo stesso tempo, il cammino del discepolo. I poveri in spirito non sono semplicemente i poveri materiali, ma coloro che riconoscono di dipendere totalmente da Dio (cfr. Sal 34,7). A loro appartiene già il Regno.

Il pianto, la mitezza, la fame di giustizia non sono segni di sconfitta, ma luoghi in cui Dio agisce. «Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato» (Sal 34,19). La giustizia di cui parla Gesù non è solo rispetto della legge, ma desiderio profondo della volontà di Dio (cfr. Mt 6,33). I misericordiosi, i puri di cuore e gli operatori di pace riflettono i tratti stessi del Padre, che è misericordioso e fedele (cfr. Lc 6,36).

Le ultime Beatitudini introducono la persecuzione: seguire Cristo comporta anche il rifiuto. Tuttavia, Gesù non invita alla rassegnazione, ma alla gioia: «Rallegratevi ed esultate». La speranza del cielo sostiene il cammino terreno. La tradizione della Chiesa insegna che le Beatitudini orientano la vita cristiana verso il fine ultimo, che è la comunione con Dio (CCC 1716-1724). La felicità promessa non è illusione futura, ma inizia già ora per chi si affida a Cristo.

Spunti di riflessione personale

  1. Quale Beatitudine sento più vicina e quale invece mi provoca maggiormente?
  2. In che modo posso vivere oggi la logica del Vangelo nelle situazioni concrete della mia vita?

Preghiera di oggi

Signore Gesù, Maestro delle Beatitudini, trasforma il mio cuore perché impari la Tua logica di umiltà, misericordia e pace. Rendimi povero in spirito, affamato di giustizia e fedele nella prova, affinché, seguendoti, io possa già ora gustare la gioia del Tuo Regno e camminare verso la pienezza della vita promessa. Amen.