Vangelo di oggi 1 febbraio: "La via della vera felicità"
Il brano del Vangelo di oggi ci ricorda che la santità non è evasione dalla realtà, ma scelta quotidiana di vivere secondo la logica del Regno.
Il discorso delle Beatitudini apre il grande insegnamento di Gesù sul monte e ne costituisce il cuore. Qui il Signore non propone semplici norme morali, ma rivela il volto dell’uomo nuovo ed il cammino della vera felicità. Le Beatitudini capovolgono la logica del mondo: ciò che appare debolezza diventa forza, ciò che sembra perdita si trasforma in promessa. Gesù parla ai discepoli, ma davanti alle folle, mostrando che il Regno dei cieli è offerto a tutti e chiede una conversione profonda del cuore.
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Gesù sale sul monte e si siede: è il gesto del Maestro che insegna con autorità, come un nuovo Mosè. Ma la Legge che proclama non è fatta di precetti esterni, bensì di atteggiamenti interiori. Le Beatitudini descrivono Cristo stesso e, allo stesso tempo, il cammino del discepolo. I poveri in spirito non sono semplicemente i poveri materiali, ma coloro che riconoscono di dipendere totalmente da Dio (cfr. Sal 34,7). A loro appartiene già il Regno.
Il pianto, la mitezza, la fame di giustizia non sono segni di sconfitta, ma luoghi in cui Dio agisce. «Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato» (Sal 34,19). La giustizia di cui parla Gesù non è solo rispetto della legge, ma desiderio profondo della volontà di Dio (cfr. Mt 6,33). I misericordiosi, i puri di cuore e gli operatori di pace riflettono i tratti stessi del Padre, che è misericordioso e fedele (cfr. Lc 6,36).
Le ultime Beatitudini introducono la persecuzione: seguire Cristo comporta anche il rifiuto. Tuttavia, Gesù non invita alla rassegnazione, ma alla gioia: «Rallegratevi ed esultate». La speranza del cielo sostiene il cammino terreno. La tradizione della Chiesa insegna che le Beatitudini orientano la vita cristiana verso il fine ultimo, che è la comunione con Dio (CCC 1716-1724). La felicità promessa non è illusione futura, ma inizia già ora per chi si affida a Cristo.
Signore Gesù, Maestro delle Beatitudini, trasforma il mio cuore perché impari la Tua logica di umiltà, misericordia e pace. Rendimi povero in spirito, affamato di giustizia e fedele nella prova, affinché, seguendoti, io possa già ora gustare la gioia del Tuo Regno e camminare verso la pienezza della vita promessa. Amen.