Vangelo di oggi 1 gennaio: “La gioia che nasce dall’incontro”

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Vangelo di oggi 1 gennaio: "La gioia che nasce dall’incontro"
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Il brano del Vangelo di oggi ci conduce ancora una volta a Betlemme, nel silenzio carico di stupore della notte santa.

I pastori, uomini semplici e spesso emarginati, diventano i primi testimoni del compimento delle promesse di Dio. In questo breve testo si intrecciano tre atteggiamenti fondamentali della vita cristiana: la corsa fiduciosa verso Cristo, la contemplazione silenziosa di Maria e la lode riconoscente che trasforma l’esistenza. Attorno ad una mangiatoia, Dio manifesta la Sua gloria ed inaugura un modo nuovo di abitare il cuore umano.

Dal Vangelo secondo Luca 2,16-21

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore. I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

Vangelo di oggi 1 gennaio: "La gioia che nasce dall’incontro"
Commento al Vangelo del 1 Gennaio

La riflessione sul Vangelo di oggi

I pastori “andarono, senza indugio”: l’annuncio ricevuto non rimane parola astratta, ma diventa movimento, decisione, ricerca. La fede autentica genera sempre un cammino concreto verso Cristo. Essi trovano Maria, Giuseppe ed il Bambino, segno di un Dio che non si impone con potenza, ma si offre nella fragilità (cf. Is 9,5). La mangiatoia diventa il primo altare della storia, dove il Salvatore si lascia incontrare da chi ha il cuore aperto.

Dopo aver visto, i pastori raccontano. L’incontro con Gesù genera testimonianza: ciò che hanno udito e visto non può essere trattenuto. Come dirà più tardi l’apostolo Giovanni, “quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi” (1Gv 1,3). Lo stupore degli ascoltatori rivela che Dio continua ad agire attraverso parole semplici, quando sono colme di verità.

In contrasto ed in armonia con l’entusiasmo dei pastori, emerge la figura di Maria. Ella non parla, ma custodisce; non si affretta a spiegare, ma medita. Il suo cuore diventa il luogo in cui il mistero di Dio viene accolto, ruminato, interiorizzato (cf. Sal 119,11). Maria ci insegna che la fede non è solo proclamazione esterna, ma ascolto profondo e silenzioso, capace di dare unità agli eventi anche quando non sono ancora pienamente comprensibili.

I pastori tornano alla loro vita quotidiana, ma trasformati: glorificano e lodano Dio. L’incontro con Cristo non li sottrae alla realtà, bensì la rinnova. La lode diventa lo sguardo nuovo con cui affrontare il lavoro, la notte, la fatica (cf. Sal 34,2).

Infine, il nome: Gesù. Imposto secondo il comando dell’angelo, esso racchiude la missione del Figlio: “Dio salva” (cf. Mt 1,21). Con la circoncisione, il Figlio di Dio entra pienamente nella storia e nell’alleanza del Suo popolo, assumendo fino in fondo la condizione umana per redimerla dall’interno. Colui che è il Salvatore si fa vicino, riconoscibile, chiamabile per nome.

Spunti di riflessione personale

  1. So “andare senza indugio” verso il Signore quando la Sua Parola mi interpella?
  2. Coltivo nella mia vita uno spazio di silenzio per custodire e meditare ciò che Dio compie in me?

Preghiera di oggi

Signore Gesù, nato nella povertà ed accolto dai semplici, donami un cuore disponibile come quello dei pastori e silenzioso come quello di Maria. Insegnami a riconoscerti nella quotidianità, a custodire la Tua presenza ed a lodarti con una vita trasformata. Fa’ che il Tuo Nome, sorgente di salvezza, sia luce per i miei passi e pace per il mio cuore. Amen.