Vangelo di oggi 10 gennaio: "Oggi si compie la Scrittura"
Il brano del Vangelo di oggi rivela una promessa sicura ed un appello alla fede perseverante, destinato anche alla nostra generazione.
Gesù parla ai suoi discepoli attraverso immagini semplici, tratte dalla vita quotidiana, per aprire lo sguardo sul mistero ultimo della storia. Come il germogliare del fico annuncia l’arrivo dell’estate, così i segni dei tempi rivelano la vicinanza del regno di Dio. Il Signore invita a una vigilanza attenta, capace di riconoscere l’azione di Dio nel presente e di fondare la propria vita su ciò che non passa.
In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode. Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto: «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi e proclamare l’anno di grazia del Signore». Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca.
Gesù utilizza la parabola del fico per insegnare che la storia umana non è un susseguirsi cieco di avvenimenti, ma un cammino orientato verso il compimento voluto dal Padre. L’uomo, osservando la natura, è in grado di prevedere l’estate; allo stesso modo è chiamato ad interpretare gli eventi alla luce della fede. La Sacra Scrittura, infatti, educa il credente a riconoscere la presenza del Signore: “Lampada per i miei passi è la Tua parola, luce sul mio cammino” (Sal 118,105).
L’espressione “porta stretta”, ricorrente nel Vangelo di Luca, richiama la necessità di una decisione seria. Non basta aver “mangiato e bevuto” alla presenza di Gesù, cioè aver avuto un contatto esteriore con Lui; occorre convertirsi realmente ed aderire alla Sua volontà. L’insegnamento costante della Chiesa ricorda che “il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Lc 21,33). Esse rimangono il fondamento incrollabile su cui edificare la vita cristiana (CCC 104).
Il Signore afferma poi: “Non passerà questa generazione prima che tutto avvenga”. Con ciò Egli non intende fissare una data cronologica della fine, ma assicurare che le promesse di Dio si realizzeranno certamente. Per questo Gesù invita a vegliare e pregare in ogni momento, perché “chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato” (Mt 10,22). La perseveranza è una virtù fondamentale: il frutto del seme buono nasce solo “con costanza” (Lc 8,15).
L’episodio è anche un forte richiamo contro l’ipocrisia dei farisei, che si ritenevano giusti davanti agli uomini ma non davanti a Dio. Gesù chiede un cuore leggero, non appesantito da affanni e ricchezze, perché “non potete servire Dio e la ricchezza” (Lc 16,13). La vera sapienza cristiana consiste nell’ascoltare e mettere in pratica la Parola (CCC 131).
Così, Natanaele viene lodato come “un Israelita in cui non c’è falsità” (Gv 1,47), e Maria è indicata come modello di chi accoglie con fiducia: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola” (Lc 1,38).
Signore Gesù, Tu che sei il Verbo eterno del Padre e la luce che illumina ogni uomo, donami un cuore attento e vigilante. Fa’ che io sappia riconoscere i segni della Tua presenza nel cammino della storia e della mia vita. Liberami da tutto ciò che mi appesantisce e rendimi perseverante nella fede, perché possa comparire un giorno davanti a Te con gioia. Sostieni i miei passi sulla via della pace e custodiscimi nella speranza del Tuo regno che viene. Amen.