Vangelo di oggi 11 febbraio: "Il luogo della vera battaglia"
Il brano del Vangelo di oggi ci porta l’insegnamento sulla vera purezza, andando oltre le categorie rituali del tempo.
Gesù, rivolgendosi prima alla folla e poi ai discepoli, chiarisce che il male non nasce dall’esterno, ma dal cuore dell’uomo. È una parola esigente, che sposta la responsabilità dal rispetto di norme esteriori alla conversione interiore. Gesù non banalizza il peccato, ma lo colloca nel punto più profondo della persona, là dove si formano le scelte, i desideri e le intenzioni che orientano tutta la vita.
In quel tempo, Gesù, chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro». Quando entrò in una casa, lontano dalla folla, i suoi discepoli lo interrogavano sulla parabola. E disse loro: «Così neanche voi siete capaci di comprendere? Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?».
Così rendeva puri tutti gli alimenti. E diceva: «Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono i propositi di male: impurità, furti, omicidi, adultèri, avidità, malvagità, inganno, dissolutezza, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dall’interno e rendono impuro l’uomo».
Gesù afferma con decisione che nulla di ciò che entra nell’uomo dall’esterno può renderlo impuro. Questa dichiarazione segna una svolta decisiva nella comprensione della Legge. La purezza non dipende più da ciò che si mangia o da pratiche rituali, ma dallo stato del cuore. Come ricorda la Scrittura, «custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, perché da esso sgorga la vita» (Pr 4,23).
Il cuore, nella visione biblica, non è solo il luogo dei sentimenti, ma il centro della persona, dove maturano le decisioni fondamentali. Gesù elenca una serie di mali che nascono dall’interno: impurità, avidità, superbia, inganno. Non si tratta di un elenco casuale, ma di un ritratto realistico di ciò che accade quando l’uomo si chiude a Dio. Il peccato non è un incidente esterno, ma una ferita interiore che altera le relazioni con Dio e con gli altri (cfr. Gen 6,5).
Quando l’evangelista osserva che Gesù «rendeva puri tutti gli alimenti», indica una libertà nuova, che non elimina l’esigenza morale, ma la radicalizza. La vera impurità è il peccato che nasce dal cuore e si manifesta nelle azioni. La tradizione della Chiesa insegna che il male morale procede da una scelta libera e consapevole che si oppone alla legge dell’amore (CCC 1850-1851).
Questo Vangelo invita ad un serio esame di coscienza: non basta evitare ciò che è esternamente scorretto, occorre lasciarsi purificare interiormente dalla grazia. Solo un cuore rinnovato può generare opere buone, perché «l’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene» (Lc 6,45).
Signore Gesù, Tu conosci il mio cuore e sai quanto spesso da esso nascono pensieri e desideri che non Ti appartengono, purificami interiormente con la Tua grazia, dona al mio cuore semplicità, verità e umiltà, perché dalle mie parole e dalle mie azioni possa trasparire una vita rinnovata dal Tuo amore. Amen.