Il brano del Vangelo di oggi ci propone il battesimo di Gesù al Giordano, una delle manifestazioni più luminose del mistero di Cristo.
Colui che è senza peccato sceglie di entrare nelle acque della conversione, condividendo fino in fondo la condizione dell’uomo. Questo gesto inaugura la Sua vita pubblica e rivela, in modo solenne, la Sua identità di Figlio amato del Padre. Nel Giordano si incontrano umiltà e gloria, obbedienza e rivelazione: Gesù si abbassa per innalzare l’umanità e apre per tutti un cammino di salvezza che passa attraverso l’acqua e lo Spirito.
Dal Vangelo secondo Matteo 3,13-17
In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

La riflessione sul Vangelo di oggi
Gesù viene dalla Galilea al Giordano per farsi battezzare da Giovanni, suscitando lo stupore del profeta: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te». Giovanni riconosce la superiorità di Gesù, colui che avrebbe battezzato «in Spirito Santo e fuoco» (cf. Mt 3,11). Eppure Gesù insiste: «Conviene che adempiamo ogni giustizia». Con queste parole Egli manifesta la Sua piena obbedienza al disegno del Padre, assumendo su di sé il cammino del popolo peccatore.
Questo gesto richiama il Servo sofferente annunciato da Isaia, che porta su di sé le colpe di molti (cf. Is 53,11-12). Gesù non si confonde con i peccatori, ma si mette accanto a loro per redimerli dall’interno. La tradizione della Chiesa insegna che il battesimo di Gesù è già un’anticipazione della Sua Pasqua: l’immersione nelle acque prefigura la discesa nella morte, da cui Egli uscirà vittorioso (CCC 536).
Dopo il battesimo, i cieli si aprono: è il segno che la separazione tra Dio e l’uomo è ormai superata. Lo Spirito Santo discende come una colomba, richiamando lo Spirito che aleggiava sulle acque all’inizio della creazione (cf. Gen 1,2). In Cristo inizia una nuova creazione, destinata a rinnovare il cuore dell’uomo. La voce del Padre proclama: «Questi è il Figlio mio, l’amato», rivelando il mistero trinitario e confermando l’identità divina di Gesù (cf. Sal 2,7).
Questo evento illumina anche il senso del nostro battesimo. In esso siamo immersi nella morte e risurrezione di Cristo (cf. Rm 6,3-4), riceviamo lo Spirito Santo e siamo riconosciuti come figli amati. La vita cristiana nasce da qui: dall’accogliere con fede questo dono e dal vivere ogni giorno come risposta d’amore all’iniziativa di Dio (CCC 1213).
Spunti di riflessione personale
- So riconoscere l’umiltà di Gesù come modello per il mio modo di vivere la fede e le relazioni?
- Ricordo e custodisco la grazia del mio battesimo come sorgente della mia identità cristiana?
Preghiera di oggi
Signore Gesù, Figlio amato del Padre, Tu hai voluto scendere nelle acque del Giordano per condividere la nostra fragilità e aprirci la via della vita nuova, rinnova in me la grazia del mio battesimo, donami uno spirito filiale e fiducioso, rendimi capace di vivere nella giustizia e nell’obbedienza al Padre, perché, guidato dallo Spirito Santo, io possa camminare ogni giorno come figlio amato e testimone del Tuo amore nel mondo. Amen.