Preghiere

Vangelo di oggi 12 febbraio: “Le briciole che salvano”

Il brano del Vangelo di oggi ci presenta un incontro sorprendente e provocante tra Gesù e una donna straniera.

Lontano dai confini d’Israele, nella regione di Tiro, emerge una fede umile ma tenace, capace di superare ogni barriera culturale e religiosa. La richiesta della donna siro-fenicia nasce dall’amore materno e dalla sofferenza, ma si trasforma in una vera professione di fede. In questo dialogo intenso, Gesù rivela progressivamente l’universalità della salvezza e mostra che la fiducia autentica apre sempre uno spazio all’azione salvifica di Dio.

Dal Vangelo secondo Marco 7,24-30

In quel tempo, Gesù andò nella regione di Tiro. Entrato in una casa, non voleva che alcuno lo sapesse, ma non poté restare nascosto. Una donna, la cui figlioletta era posseduta da uno spirito impuro, appena seppe di lui, andò e si gettò ai suoi piedi. Questa donna era di lingua greca e di origine siro-fenicia. Ella lo supplicava di scacciare il demonio da sua figlia. Ed egli le rispondeva: «Lascia prima che si sazino i figli, perché non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». Ma lei gli replicò: «Signore, anche i cagnolini sotto la tavola mangiano le briciole dei figli». Allora le disse: «Per questa tua parola, va’: il demonio è uscito da tua figlia». Tornata a casa sua, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n’era andato.

Commento al Vangelo del 12 febbraio

La riflessione sul Vangelo di oggi

Gesù entra in territorio pagano e cerca il silenzio, ma l’incontro con questa donna rende evidente che la Sua missione non può restare nascosta. La donna siro-fenicia non appartiene al popolo eletto, eppure riconosce in Gesù l’unica speranza per la salvezza di sua figlia. Il suo gesto di gettarsi ai piedi di Gesù è segno di adorazione e di totale affidamento.

La risposta iniziale di Gesù appare dura: «Lascia prima che si sazino i figli». Egli richiama l’ordine storico della salvezza, iniziata con Israele, come attestano le Scritture: «Sono stato mandato solo alle pecore perdute della casa d’Israele» (Mt 15,24). Tuttavia, la donna non si scoraggia. Accetta il suo posto con umiltà e, proprio da quella posizione, proclama una fede audace: anche le briciole bastano, perché la potenza di Dio non conosce limiti.

Questa risposta rivela una fede autentica, che non pretende diritti ma confida nella misericordia. Gesù riconosce la profondità di quella parola e concede la guarigione a distanza. Il miracolo avviene senza gesti visibili: la Parola di Cristo è sufficiente, perché «egli manda la sua parola e li guarisce» (Sal 107,20).

La tradizione della Chiesa vede in questo episodio un annuncio dell’apertura della salvezza a tutti i popoli. La grazia di Dio precede e supera ogni confine umano, e la fede, anche quando nasce nella sofferenza, diventa via di comunione con Dio (CCC 543).

Questo Vangelo ci insegna che l’umiltà non diminuisce la dignità dell’uomo, ma la rende capace di accogliere il dono di Dio in pienezza.

Spunti di riflessione personalePreghiera di oggi

  1. So perseverare nella preghiera anche quando sembra che Dio taccia o ritardi?
  2. La mia fede è umile e fiduciosa, oppure pretende risposte immediate?

Preghiera di oggi

Signore Gesù, Tu accogli la fede semplice e perseverante, insegnami a confidare in Te anche quando non comprendo i Tuoi tempi, rendi il mio cuore umile e tenace, capace di riconoscere che anche una sola briciola del Tuo amore è sufficiente a guarire, salvare e rinnovare la mia vita. Amen.

Published by
Cristiano Sabatini