Vangelo di oggi 12 gennaio: “Chiamati a seguire”

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Vangelo di oggi 12 gennaio: "Chiamati a seguire"
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Il brano del Vangelo di oggi ci presenta l’inizio concreto della missione di Gesù e la nascita della comunità dei discepoli.

Dopo l’arresto di Giovanni il Battista, Gesù annuncia con forza che il tempo dell’attesa è terminato e che il regno di Dio è ormai vicino. La Sua Parola non è astratta, ma immediatamente efficace: chiama uomini semplici, immersi nel lavoro quotidiano, e li invita a seguirlo. In questa pagina risuona l’essenza della vita cristiana, fatta di conversione, fiducia e decisioni radicali che trasformano l’esistenza.

Dal Vangelo secondo Marco 1,14-20

Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti. Subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedeo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Vangelo di oggi 12 gennaio: "Chiamati a seguire"
Commento al Vangelo del 12 gennaio

La riflessione sul Vangelo di oggi

Gesù proclama: «Il tempo è compiuto». Con queste parole Egli afferma che la storia della salvezza ha raggiunto il suo momento decisivo. Tutto ciò che era stato promesso dai profeti trova ora realizzazione nella Sua persona. Come scrive san Paolo, «quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio» (Gal 4,4). Il regno di Dio non è un evento lontano, ma una realtà che irrompe nel presente e chiede una risposta: «Convertitevi e credete nel Vangelo».

La conversione indicata da Gesù non è solo un cambiamento morale, ma un orientamento nuovo della vita verso Dio. Credere nel Vangelo significa affidarsi a Cristo, riconoscendo in Lui la buona notizia che salva. La tradizione della Chiesa insegna che questo appello è rivolto ad ogni uomo e richiede una risposta personale e libera (cf. n. 1427).

Subito dopo l’annuncio, Gesù passa lungo il mare di Galilea e chiama Simone, Andrea, Giacomo e Giovanni. Non li convoca in un luogo sacro, ma nel contesto ordinario del loro lavoro. Questo mostra che la chiamata di Dio raggiunge l’uomo nella vita quotidiana. Le parole «Venite dietro a me» indicano una sequela concreta, fatta di cammino e di comunione. Lasciare le reti ed il padre non significa disprezzare gli affetti o il lavoro, ma riconoscere che nulla può essere anteposto alla chiamata del Signore (cf. Lc 14,26).

La promessa di Gesù è chiara: «Vi farò diventare pescatori di uomini». Chi segue Cristo non perde la propria identità, ma la vede trasformata. I discepoli saranno coinvolti nella Sua stessa missione di salvezza. Come afferma l’insegnamento ecclesiale, Cristo associa i Suoi discepoli alla Sua opera, rendendoli partecipi dell’annuncio del Regno (cf. n. 858).

L’immediatezza della risposta – «subito lasciarono le reti» – rivela la forza della chiamata di Gesù. Essa interpella anche noi: il Vangelo non chiede rinvii, ma un cuore disponibile e pronto a fidarsi.

Spunti di riflessione personale

  1. Quali “reti” oggi mi impediscono di seguire Gesù con maggiore libertà e fiducia?
  2. Sono disposto a credere che la chiamata del Signore passa anche attraverso la mia vita quotidiana?

Preghiera di oggi

Signore Gesù, Tu che annunci il Regno di Dio e chiami uomini semplici a seguirti, donami un cuore capace di conversione e di fiducia, aiutami a lasciare ciò che mi trattiene ed a credere nel Vangelo con gioia, rendimi disponibile alla Tua chiamata perché la mia vita, trasformata dalla Tua presenza, diventi segno del Tuo amore per i fratelli. Amen.