Preghiere

Vangelo di oggi 14 febbraio: “Il Vangelo che cammina”

Il brano del Vangelo di oggi interpella la Chiesa di ogni tempo e ogni credente aprendoci al cuore della missione cristiana. 

Gesù non agisce da solo, ma coinvolge altri, li chiama e li invia. I settantadue rappresentano l’universalità dell’annuncio: il Vangelo è destinato ad ogni popolo e ad ogni casa. Prima ancora dell’azione, Gesù chiede la preghiera, perché la missione non nasce dall’efficienza umana, ma dall’opera di Dio. In queste parole troviamo lo stile evangelico dell’annuncio: povertà, pace, fiducia e prossimità.

Dal Vangelo secondo Luca 10,1-9

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

Commento al vangelo del 14 febbraio

La riflessione sul Vangelo di oggi

Gesù designa ed invia i settantadue “a due a due”, segno che la missione non è mai individualistica ma comunitaria. Come testimonia la Scrittura, «non è bene che l’uomo sia solo» (Gen 2,18): l’annuncio del Regno nasce dalla comunione. La prima indicazione di Gesù è sorprendente: pregare. Prima di fare, occorre chiedere. La messe è opera di Dio, e gli operai sono un dono da invocare, non una risorsa da gestire.

L’immagine degli “agnelli in mezzo ai lupi” rivela la logica del Vangelo: non la forza, ma la mitezza; non la difesa, ma l’affidamento. Gesù invita i discepoli ad una radicale povertà, liberandoli da sicurezze materiali per renderli totalmente disponibili alla provvidenza del Padre, come insegna anche il Salmo: «Getta nel Signore il tuo affanno ed egli ti darà sostegno» (Sal 55,23).

Il saluto di pace non è una semplice formula, ma un dono reale. Dove c’è accoglienza, la pace rimane; dove è rifiutata, ritorna ai discepoli. Nulla va perduto quando è donato nel nome di Cristo. La missione non si fonda sul successo, ma sulla fedeltà. Anche il comando di restare in una sola casa educa alla gratuità ed alla sobrietà, evitando ogni ricerca di vantaggio.

Il cuore dell’annuncio è chiaro e semplice: «È vicino a voi il regno di Dio». Non un’idea, ma una presenza. Le guarigioni sono segni concreti di questa vicinanza, come già annunciava Isaia (Is 61,1). La tradizione della Chiesa ricorda che ogni battezzato partecipa a questa missione, secondo la propria vocazione, come cooperatore dell’opera di Dio (CCC 863).

Spunti di riflessione personalePreghiera di oggi

  1. Vivo la mia fede come una missione affidata da Cristo o come un fatto privato?
  2. Mi affido alla preghiera prima dell’azione, riconoscendo che l’opera è di Dio?

Preghiera di oggi

Signore Gesù, Tu mi chiami e mi invii anche oggi. Rendi il mio cuore disponibile alla Tua missione, liberami dalle false sicurezze, donami uno spirito mite e fiducioso, affinché possa portare la Tua pace ed annunciare la vicinanza del Tuo Regno nella consapevolezza che tutto viene da Te e ritorna a Te. Amen.

Published by
Cristiano Sabatini