Vangelo di oggi 16 gennaio: "La fede che apre il cuore"
Il brano del Vangelo di oggi mostra che la salvezza nasce dall’incontro tra la fede dell’uomo e l’autorità divina di Cristo.
In una casa gremita di folla, dove sembra impossibile avvicinarsi al Signore, alcuni uomini non si arrendono e trovano una strada nuova. Gesù non si limita a guarire il corpo, ma va alla radice del male umano: il peccato. In questo gesto si rivela il cuore del Vangelo, dove misericordia, fede e perdono si intrecciano in modo inseparabile.
Gesù entrò di nuovo a Cafàrnao, dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone che non vi era più posto neanche davanti alla porta; ed egli annunciava loro la Parola. Si recarono da lui portando un paralitico, sorretto da quattro persone. Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dove egli si trovava e, fatta un’apertura, calarono la barella su cui era adagiato il paralitico. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Erano seduti là alcuni scribi e pensavano in cuor loro: «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può perdonare i peccati, se non Dio solo?».
E subito Gesù, conoscendo nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate queste cose nel vostro cuore? Che cosa è più facile: dire al paralitico “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”? Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere di perdonare i peccati sulla terra, dico a te – disse al paralitico –: àlzati, prendi la tua barella e va’ a casa tua». Quello si alzò e subito prese la sua barella, sotto gli occhi di tutti se ne andò, e tutti si meravigliarono e lodavano Dio, dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».
Gesù è in casa e annuncia la Parola. Attorno a Lui si raduna una folla così numerosa da impedire ogni accesso. In questo contesto appare un paralitico, portato da quattro uomini. Il loro gesto è straordinario: non si fermano davanti agli ostacoli, ma scoperchiano il tetto e calano il malato davanti a Gesù. L’evangelista sottolinea un dettaglio decisivo: «Gesù, vedendo la loro fede». Non è solo la fede del paralitico, ma una fede condivisa, comunitaria, capace di farsi carico dell’altro. Questo richiama quanto afferma san Paolo: «Portate i pesi gli uni degli altri» (Gal 6,2).
La prima parola di Gesù sorprende: «Figlio, ti sono perdonati i peccati». Prima della guarigione fisica, Gesù offre la guarigione più profonda. Nella Scrittura, il peccato è spesso collegato alla malattia come segno di una frattura più radicale (cf. Sal 32,3-5). Gli scribi reagiscono interiormente, accusando Gesù di bestemmia, perché solo Dio può perdonare i peccati. Il loro ragionamento è corretto, ma non arrivano alla conclusione decisiva: Gesù agisce con l’autorità stessa di Dio.
Gesù legge i pensieri del cuore e pone una domanda decisiva: «Che cosa è più facile?» Con il miracolo visibile, Egli rende evidente ciò che è invisibile: il potere di perdonare i peccati. Il titolo “Figlio dell’uomo” richiama la visione di Daniele (cf. Dn 7,13-14) e indica l’autorità messianica affidata al Cristo. La tradizione della Chiesa insegna che Lui ha il potere divino di rimettere i peccati e lo esercita durante la Sua vita terrena come segno della salvezza offerta all’umanità (CCC 1441).
La guarigione è immediata: il paralitico si alza, prende la barella e torna a casa. Ciò che prima lo immobilizzava non ha più potere su di lui. La folla reagisce con stupore e lode: «Non abbiamo mai visto nulla di simile». Dove Dio perdona, nasce una vita nuova. Questo Vangelo ci ricorda che l’incontro con Cristo non lascia mai l’uomo come prima, ma lo rialza e lo rimette in cammino.
Signore Gesù, Figlio dell’uomo che hai il potere di perdonare i peccati e di rialzare chi è a terra, guarda la mia fragilità e le mie ferite nascoste, donami un cuore fiducioso e capace di affidarsi a Te. Liberami da ciò che mi paralizza interiormente e rimettermi in cammino nella gioia del perdono, perché la mia vita, guarita dalla Tua misericordia, possa lodare Dio e testimoniare il Tuo amore. Amen.