Il brano del Vangelo di oggi ci ricorda che ogni credente è inserito in una storia di salvezza più grande di lui.
La genealogia di Gesù mostra che la venuta del Cristo non è un evento improvvisato, ma il compimento di una lunga storia di promesse, attese e fedeltà. In un elenco che può apparire arido, la Scrittura rivela invece il progetto salvifico di Dio che attraversa generazioni, vicende luminose e pagine oscure. Gesù è inserito pienamente nella storia umana: figlio di Abramo e figlio di Davide, erede delle promesse e Re atteso. Questa genealogia ci insegna che Dio opera nella concretezza del tempo e che nessuna storia è esclusa dal suo disegno di salvezza.
Dal Vangelo secondo Matteo 1,11-17
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Àcaz, Àcaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia.
Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.

La riflessione sul Vangelo di oggi
Il Vangelo di Matteo si apre con un solenne annuncio: «Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo» (Mt 1,1). In queste parole è racchiuso il cuore della fede cristiana. Gesù è il Messia promesso ad Abramo, nel quale «tutte le nazioni della terra saranno benedette» (Gen 12,3), ed è il discendente di Davide, al quale Dio aveva promesso un regno senza fine (2Sam 7,12-16).
La genealogia non è una semplice lista di nomi, ma una professione di fede. Essa mostra che Dio è fedele alle sue promesse nonostante le infedeltà dell’uomo. Tra gli antenati di Gesù troviamo re giusti e re peccatori, uomini fedeli e figure segnate da gravi colpe. Questo insegna che la salvezza non nasce dalla perfezione morale, ma dalla misericordia di Dio che guida la storia.
Colpisce la presenza di alcune donne: Tamar, Racab, Rut e «la moglie di Urìa». Si tratta di figure irregolari secondo i criteri umani, eppure decisive nel piano divino. Racab era una straniera, Rut una moabita, Tamar e Betsabea segnate da situazioni dolorose. La loro inclusione anticipa l’universalità della salvezza e mostra che Dio può scrivere diritto anche sulle righe storte della storia. Come afferma la Scrittura: «I miei pensieri non sono i vostri pensieri» (Is 55,8).
La struttura in tre gruppi di quattordici generazioni non è casuale. Essa sottolinea l’ordine e il senso della storia agli occhi di Dio. Anche i momenti di crisi, come la deportazione in Babilonia, non interrompono il progetto divino, ma lo purificano e lo preparano al compimento. «Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio» (Rm 8,28).
Il punto culminante non è un uomo potente, ma Giuseppe, «lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo». Qui la genealogia si interrompe: Gesù non è generato da volontà umana, ma nasce per opera di Dio. Egli è vero uomo, inserito in una discendenza concreta, e vero Figlio di Dio. In questo mistero si manifesta il cuore della fede cristiana: il Verbo entra nella storia per redimerla dall’interno. Dio continua ad operare attraverso generazioni, famiglie, fragilità e speranze. Nessuna vita è inutile quando è consegnata nelle sue mani.
Spunti di riflessione personale
- Riesco a rileggere la mia storia personale come parte di un disegno più grande, anche nelle sue ferite?
- Accolgo davvero l’idea che Dio possa operare anche attraverso le mie fragilità?
Preghiera di oggi
Signore Gesù, Figlio di Abramo e Figlio di Davide, Tu hai voluto entrare nella nostra storia per salvarla. Aiutami a riconoscere la Tua presenza nel cammino della mia vita. Quando non comprendo, donami fiducia; quando inciampo, donami speranza. Fa’ che la mia storia, unita alla Tua, diventi luogo di benedizione e di salvezza. Amen.