Il brano del Vangelo di oggi ci interroga: quante volte dimentichiamo ciò che Dio ha fatto nella nostra vita lasciandoci dominare dall’ansia del presente?
Questo testo ci mostra i discepoli in una situazione molto concreta e quotidiana: la mancanza di pane. Proprio da questa povertà materiale nasce però una rivelazione più profonda. Gesù non li rimprovera per l’assenza di cibo, ma per l’assenza di comprensione. Le Sue parole mettono in luce il rischio di una fede smemorata, incapace di ricordare l’azione salvifica di Dio. L’ammonimento sul “lievito dei farisei e di Erode” invita a vigilare su ciò che, lentamente ed in modo invisibile, può corrompere il cuore ed allontanarlo dalla fiducia vera.
Dal Vangelo secondo Marco 7,24-30
In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane. Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».

La riflessione sul Vangelo di oggi
I discepoli sono sulla barca con Gesù, ma il loro pensiero è occupato da ciò che manca: hanno un solo pane. Questa preoccupazione li rende incapaci di ascoltare davvero il Maestro. Gesù allora li mette in guardia dal “lievito dei farisei e di Erode”, cioè da un modo di pensare che, pur partendo da motivazioni religiose o politiche, finisce per chiudere il cuore all’azione di Dio. Il lievito, infatti, agisce lentamente e in silenzio, trasformando tutta la pasta (cfr. Mt 16,6).
Il rimprovero di Gesù è forte e riprende il linguaggio dei profeti: «Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite?» (cfr. Ger 5,21). Il problema non è la povertà materiale, ma l’indurimento del cuore. I discepoli hanno visto i segni: la moltiplicazione dei pani per i cinquemila e per i quattromila, eppure non riescono a collegare quei fatti alla situazione presente. La fede ha bisogno di memoria: ricordare ciò che Dio ha già fatto è essenziale per fidarsi di lui oggi (cfr. Sal 77,12).
Gesù li invita a rileggere i segni: dodici ceste, sette sporte. I numeri non sono casuali, ma richiamano la pienezza del dono di Dio per Israele e per le genti. Cristo è il vero Pane che non viene meno, come affermerà apertamente altrove: «Io sono il pane della vita» (Gv 6,35). La tradizione della Chiesa insegna che la fede cresce quando l’uomo si affida alla Parola e ricorda le opere di Dio, lasciandosi educare interiormente dalla grazia (CCC 2089).
Spunti di riflessione personalePreghiera di oggi
- Quali “lieviti” rischiano oggi di offuscare la mia fiducia nel Signore?
- So ricordare e rileggere le opere di Dio nella mia storia personale?
Preghiera di oggi
Signore Gesù, spesso anch’io mi fermo a ciò che manca e dimentico ciò che Tu hai già fatto e donato. Purifica il mio cuore da ogni durezza e rendimi capace di ricordare le Tue opere, perché la mia fede non si perda nelle preoccupazioni ma si fondi sulla fiducia nel Tuo amore fedele. Amen.