Preghiere

Vangelo di oggi 18 gennaio: “La testimonianza che rivela tutto”

Il brano del Vangelo di oggi rivela ci presenta Giovanni il Battista che indica apertamente Gesù come il centro della storia della salvezza.

Non si tratta solo di un riconoscimento umano, ma di una rivelazione ricevuta dall’alto e proclamata con umiltà e verità. Giovanni non trattiene nulla per sé: la sua missione è preparare ed indicare. In questa pagina emerge il cuore della fede cristiana: Gesù è l’Agnello di Dio, colui che prende su di sé il peccato del mondo e dona lo Spirito Santo. La testimonianza del Battista invita anche noi a riconoscere ed accogliere il Figlio di Dio.

Dal Vangelo secondo Giovanni 1,29-34

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Commento al Vangelo del 18 gennaio

La riflessione sul Vangelo di oggi

Vedendo Gesù venire verso di lui, Giovanni proclama: «Ecco l’agnello di Dio». Questa espressione richiama profondamente l’Antico Testamento. L’agnello pasquale, il cui sangue salvò Israele dalla morte (cf. Es 12,1-13), ed il servo sofferente che «come agnello condotto al macello» porta il peccato di molti (cf. Is 53,7.12), trovano compimento in Gesù. Egli non solo denuncia il peccato, ma lo toglie, assumendolo su di sé per redimere l’umanità.

Giovanni riconosce che Gesù è “prima” di lui, pur venendo “dopo” nel tempo. Questa affermazione rivela la preesistenza del Figlio, come attestato anche dal Prologo di Giovanni: «In principio era il Verbo» (Gv 1,1). Il Battista confessa la propria ignoranza iniziale, sottolineando che la conoscenza di Gesù è dono di Dio e non conquista umana. La sua missione è chiara: battezzare nell’acqua perché il Messia sia manifestato ad Israele.

Il segno decisivo è la discesa dello Spirito come una colomba, che rimane su Gesù. Nella Scrittura, lo Spirito che “rimane” indica una dimora stabile e definitiva. Gesù è colui che possiede la pienezza dello Spirito e che può donarlo agli altri (cf. Is 11,2; Gv 7,37-39). Per questo Giovanni afferma: «È lui che battezza nello Spirito Santo». L’insegnamento costante della Chiesa ricorda che il Battesimo cristiano trova la sua efficacia proprio in Cristo, che comunica la vita nuova nello Spirito (n. 1213).

La conclusione della testimonianza è solenne: «Questi è il Figlio di Dio». Non un profeta tra i tanti, ma il Figlio unico, rivelatore del Padre (cf. Gv 14,9). La fede nasce dall’ascolto di questa testimonianza e conduce alla sequela. Come i primi discepoli, anche noi siamo chiamati a fissare lo sguardo su Gesù ed a lasciarci guidare verso di Lui.

Spunti di riflessione personale

  1. Riconosco Gesù come l’Agnello che porta e guarisce anche il mio peccato personale?
  2. La mia vita, come quella di Giovanni, sa indicare Cristo senza mettere me stesso al centro?

Preghiera di oggi

Signore Gesù, Agnello di Dio che togli i peccati del mondo, apri i miei occhi perché io possa riconoscerti come Figlio del Padre e Salvatore. Donami lo Spirito Santo che rinnova il cuore e guida i miei passi, rendi la mia vita una testimonianza umile e fedele, affinché, liberato dal peccato e colmo della Tua grazia, io possa seguire Te ed annunciare con gioia la Tua presenza al mondo. Amen.

Published by
Cristiano Sabatini