Preghiere

Vangelo di oggi 20 gennaio: “Il sabato è al servizio della vita”

Il brano del Vangelo di oggi ci invita a interrogarci su una fede vissuta come peso o come dono. Dove c’è Cristo, la legge non opprime, ma libera.

Al centro del dibattito tra Gesù, i farisei ed i discepoli del Battista non c’è solo una questione di osservanza religiosa, ma il vero volto di Dio ed il senso autentico della Legge. Nel gesto semplice dei discepoli che colgono le spighe emerge una domanda decisiva: la legge è al servizio dell’uomo o l’uomo al servizio della legge? Gesù risponde rivelando la sua autorità e mostrando che il cuore della volontà di Dio è la vita, la misericordia e la libertà dei suoi figli.

Dal Vangelo secondo Marco 2,23-28

In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe. I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!». E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».

Commento al 20 gennaio

La riflessione sul Vangelo di oggi

Gesù attraversa i campi di grano in giorno di sabato insieme ai suoi discepoli. Il gesto di cogliere le spighe, compiuto per necessità, suscita l’immediata accusa dei farisei, attenti a una osservanza rigorosa della Legge. Essi non guardano alla fame dei discepoli, ma solo alla trasgressione formale. Questo atteggiamento rivela una religiosità che rischia di perdere il senso profondo del comando divino.

Gesù risponde richiamando un episodio della vita di Davide (cf. 1Sam 21,2-7). Davide, affamato, mangiò i pani dell’offerta riservati ai sacerdoti. Con questo esempio, Gesù mostra che già nella Scrittura la necessità dell’uomo può prevalere su una applicazione rigida della norma. La Legge non è mai fine a se stessa, ma orientata alla vita ed alla comunione con Dio. Come afferma il profeta: «Voglio l’amore e non il sacrificio» (Os 6,6).

La dichiarazione di Gesù è basilare: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato». Il riposo sabbatico, dono di Dio, nasce per il bene dell’uomo, per ricordargli che la sua vita non dipende solo dal lavoro, ma dalla relazione con il Creatore (cf. Gen 2,2-3). Gesù non abolisce il sabato, ma ne rivela il senso autentico: esso è tempo di libertà, di guarigione e di salvezza.

Quando il Maestro afferma: «Il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato», Egli rivela implicitamente la Sua identità divina. Solo Dio è Signore del tempo e della Legge. La tradizione della Chiesa insegna che Cristo ha l’autorità di interpretare in modo definitivo la Legge, portandola al suo compimento nell’amore (CCC 582). In Lui, il sabato trova la sua pienezza, perché Egli dona il vero riposo: la comunione con Dio.

Questo Vangelo ; non chiude, ma apre alla vita vera.

Spunti di riflessione personale

  1. Vivo i comandamenti come un peso o come un dono che custodisce la mia libertà?
  2. Riesco a mettere al centro la persona e la misericordia, evitando giudizi rigidi sugli altri?

Preghiera di oggi

Signore Gesù, Signore del sabato e della vita, insegnami a comprendere la Tua volontà con cuore libero e misericordioso. liberami da una fede rigida che dimentica l’amore, donami uno sguardo capace di riconoscere il bene e la necessità dell’altro, affinché vivendo la Tua Parola nella libertà dei figli di Dio io possa trovare in Te il vero riposo del cuore. Amen.

Published by
Cristiano Sabatini