Vangelo di oggi 21 gennaio: "Il bene smaschera il cuore"
Il brano del Vangelo di oggi ci pone davanti a una delle rivelazioni più forti del cuore di Gesù: il contrasto tra la compassione di Dio e la durezza dell’uomo.
Nella sinagoga, luogo della preghiera e dell’ascolto della Parola, si manifesta un dramma silenzioso. Da una parte c’è un uomo ferito, segnato nella sua dignità da una mano paralizzata; dall’altra, osservatori pronti non a sperare la guarigione, ma a trovare un’accusa. Il sabato diventa così il banco di prova per comprendere che tipo di Dio stiamo davvero cercando.
In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato, per accusarlo. Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati, vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E guardandoli tutt’intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua mano fu guarita. E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.
Gesù entra nella sinagoga e subito emerge il vero conflitto: non tra Lui e la Legge, ma tra la vita ed un’interpretazione disumana della Legge. I farisei osservano per accusare, non per accogliere. Gesù, invece, chiama l’uomo “in mezzo”: il dolore non va nascosto, ma posto al centro della comunità.
La domanda di Gesù è disarmante: «È lecito in giorno di sabato fare del bene o fare del male, salvare una vita o ucciderla?» Non rispondono, perché la loro logica è smascherata. Il silenzio rivela la chiusura del cuore. Il Vangelo sottolinea lo sguardo di Gesù: indignato e rattristato. Dio non è indifferente davanti ad una religiosità che dimentica l’uomo. La Scrittura già lo aveva annunciato: «Misericordia io voglio e non sacrifici» (Os 6,6).
La guarigione avviene con un gesto semplice e potente: «Tendi la mano». L’uomo obbedisce e la vita rifiorisce. Il sabato, giorno del riposo di Dio (cf. Gen 2,2), diventa giorno di creazione nuova. La tradizione della Chiesa insegna che il riposo sacro è ordinato al bene integrale dell’uomo ed alla lode di Dio (CCC 2172). Quando viene separato dall’amore, si trasforma in strumento di oppressione. Paradossalmente, mentre Gesù restituisce vita, i farisei progettano la morte. È il segno che una fede senza misericordia può arrivare a combattere Dio stesso (cf. Gv 11,53).
Signore Gesù, che nel giorno santo hai scelto di salvare la vita, guarda la durezza del mio cuore e guariscila, insegnami a scegliere il bene senza paura, rendi la mia fede viva, misericordiosa e capace di restituire dignità a chi soffre, perché io riconosca in ogni uomo il luogo della Tua presenza. Amen.