Vangelo di oggi 23 gennaio: “Dalla comunione alla missione”

Vangelo di oggi 23 gennaio: "Dalla comunione alla missione" Vangelo di oggi 23 gennaio: "Dalla comunione alla missione"
Vangelo di oggi 23 gennaio: "Dalla comunione alla missione"
Canale WhatsApp Iscriviti subito!
Canale Telegram Iscriviti subito!

Il brano del Vangelo di oggi ci ricorda che ogni vocazione cristiana nasce da una chiamata personale, lasciandosi trasformare da Lui.

Questo testo ci conduce sul monte, luogo biblico per eccellenza dell’incontro con Dio. Gesù non sceglie i Dodici in modo casuale né per meriti umani: li chiama “quelli che voleva”. È un atto libero, gratuito, carico di mistero. Prima ancora di inviarli, li chiama a stare con Lui, a condividere la Sua vita, la Sua preghiera, il Suo sguardo sul mondo. Qui nasce la Chiesa: non da un progetto umano, ma da una chiamata personale che trasforma uomini fragili in testimoni del Regno.

Dal Vangelo secondo Marco 3,13-19

In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che voleva ed essi andarono da lui. Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli –, perché stessero con lui e per mandarli a predicare con il potere di scacciare i demòni. Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro, poi Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè “figli del tuono”; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo, figlio di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananeo e Giuda Iscariota, il quale poi lo tradì.

Vangelo di oggi 23 gennaio: "Dalla comunione alla missione"
Commento al Vangelo del 23 gennaio

La riflessione sul Vangelo di oggi

Gesù sale sul monte e chiama: l’iniziativa è tutta Sua. Come Dio aveva chiamato Mosè sul Sinai (cf. Es 19,3) e come Elia aveva incontrato il Signore sull’Oreb (cf. 1Re 19,8), così ora il Figlio convoca i Suoi per dare origine ad un nuovo popolo. Il numero Dodici richiama esplicitamente le dodici tribù d’Israele (cf. Gen 35,22-26): Gesù non abolisce la storia della salvezza, ma la porta a compimento.

Il testo sottolinea due finalità fondamentali: “perché stessero con lui” e “per mandarli a predicare”. La comunione precede sempre la missione. Prima di fare, c’è l’essere; prima dell’annuncio, l’ascolto. La tradizione della Chiesa ricorda che l’apostolato nasce dall’intimità con Cristo, non dall’efficienza o dal successo (CCC 858).

I nomi degli apostoli mostrano una sorprendente varietà: pescatori, esattori delle imposte, uomini dal carattere impetuoso ed altri più silenziosi. Persino Giuda, che tradirà, è incluso nella chiamata. Questo rivela che Dio si fida della libertà umana ed opera anche attraverso la fragilità. Il potere affidato – predicare e scacciare i demòni – non è dominio, ma servizio di liberazione (cf. Lc 10,17-20).

Spunti di riflessione personale

  1. Vivo la mia fede come relazione con Cristo o solo come impegno esteriore?
  2. Mi riconosco chiamato ed inviato, anche nella mia quotidianità?

Preghiera di oggi

Signore Gesù, Tu che chiami ciascuno per nome e ci inviti a stare con Te, donami un cuore disponibile alla Tua voce, rendimi fedele nella comunione e coraggioso nella missione, perché la mia vita diventi segno del Tuo amore che libera e salva. Amen.