Vangelo di oggi 24 gennaio: “Quando il Vangelo scandalizza”

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Vangelo di oggi 24 gennaio: "Quando il Vangelo scandalizza"
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Il brano del Vangelo di oggi ci interpella profondamente: fino a che punto siamo disposti a lasciare che il Vangelo orienti le nostre scelte?

Il testo, breve ma molto intenso, mostra Gesù immerso totalmente nella Sua missione, al punto da suscitare incomprensione persino tra i suoi familiari. La folla è così numerosa che non riesce nemmeno a mangiare, segno di un ministero vissuto senza riserve. Di fronte a questa dedizione radicale, i suoi reagiscono con preoccupazione e giudizio: “È fuori di sé”. Il testo ci introduce così a uno dei grandi paradossi del Vangelo: l’amore totale per Dio e per l’uomo può apparire follia agli occhi del mondo.

Dal Vangelo secondo Marco 3,20-21

In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».

Vangelo di oggi 24 gennaio: "Quando il Vangelo scandalizza"
Commento al Vangelo del 24 gennaio

La riflessione sul Vangelo di oggi

L’evangelista Marco sottolinea il contrasto tra la folla che cerca Gesù ed i “suoi”, probabilmente i familiari, che vogliono riportarlo a casa. Il loro giudizio è netto: «È fuori di sé». Non si tratta di malizia, ma di incomprensione. Gesù rompe gli schemi consueti, vive senza risparmiarsi, ignora persino i bisogni più elementari pur di annunciare il Regno. Questo stile radicale non viene compreso nemmeno da chi gli è più vicino.

La Scrittura ci mostra spesso come l’azione di Dio superi la logica umana. Già il profeta Isaia aveva annunciato: «I miei pensieri non sono i vostri pensieri» (Is 55,8). Gesù incarna questa logica divina che può sembrare follia agli occhi del mondo. San Paolo lo dirà con forza: «La parola della croce è stoltezza per quelli che si perdono» (1Cor 1,18).

Il comportamento di Gesù rivela un amore senza misura. Egli si dona totalmente alla missione ricevuta dal Padre, vivendo ciò che insegnerà più tardi: «Il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire» (Mc 10,45). Questa dedizione assoluta mette in crisi anche i legami più stretti, perché chiede di andare oltre una fede “domestica” e rassicurante.

La tradizione della Chiesa insegna che Cristo ha vissuto un’obbedienza filiale piena e perfetta, orientando tutta la Sua vita alla volontà del Padre ed alla salvezza degli uomini (CCC 606). In questo episodio emerge il prezzo di tale obbedienza: l’essere frainteso, giudicato, persino trattenuto.

Questo Vangelo ci invita a non scandalizzarci di un Dio che ama fino all’eccesso. Gesù non cerca il consenso, ma la fedeltà alla missione. E ci ricorda che seguire Lui significa accettare di non essere sempre compresi.

Spunti di riflessione personale

  1. Ho mai rinunciato a vivere il Vangelo per paura del giudizio degli altri?
  2. Riesco a riconoscere nella “follia” della croce la vera sapienza di Dio?

Preghiera di oggi

Signore Gesù, tu che hai accettato l’incomprensione pur di compiere la volontà del Padre, donami un cuore libero dal giudizio degli uomini, rendimi capace di amare senza calcoli e di seguirti con fiducia anche quando la Tua via appare difficile. Amen.