Il brano del Vangelo di oggi ci mette davanti ad una delle affermazioni più sorprendenti, profonde e sconcertanti di Gesù.
Egli non svaluta i legami familiari, ma li apre ad una dimensione più profonda ed universale. In mezzo alla folla, mentre sua madre ed i parenti lo cercano, Gesù rivela che l’appartenenza autentica a Lui non è fondata sul sangue, bensì sull’obbedienza alla volontà di Dio. È un insegnamento che scuote, ma che libera: la comunione con Cristo è offerta a tutti coloro che accolgono la Parola e la mettono in pratica.
Dal Vangelo secondo Marco 3,31-35
In quel tempo, giunsero la madre di Gesù e i suoi fratelli e, stando fuori, mandarono a chiamarlo. Attorno a lui era seduta una folla, e gli dissero: «Ecco, tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle stanno fuori e ti cercano». Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Girando lo sguardo su quelli che erano seduti attorno a lui, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre».

La riflessione sul Vangelo di oggi
La scena evangelica è semplice: Gesù è circondato dalla folla che lo ascolta, mentre Maria ed i suoi parenti restano “fuori”. Questo contrasto “geografico” diventa simbolico. Essere “dentro” non significa solo vicinanza fisica, ma disponibilità interiore all’ascolto. Quando Gesù chiede: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?», non rifiuta la Sua famiglia, ma invita a comprendere il cuore della Sua missione.
Indicando coloro che siedono attorno a Lui, Gesù afferma che la vera parentela nasce dal fare la volontà di Dio. Questa affermazione richiama quanto già annunciato nelle Scritture: «Beati coloro che ascoltano la parola di Dio e la custodiscono» (Lc 11,28). Maria stessa è la prima a vivere questa beatitudine, perché ha accolto la volontà del Signore con fede totale (cfr. Lc 1,38). Proprio per questo, ella non è esclusa, ma inclusa in modo eminente in questa nuova famiglia.
Il Vangelo ci rivela che la comunità dei discepoli è una famiglia spirituale, fondata sull’ascolto e sull’obbedienza. Non si tratta di un legame astratto, ma concreto e quotidiano: fare la volontà di Dio significa vivere la carità, il perdono, la giustizia. La tradizione della Chiesa insegna che, mediante il Battesimo, entriamo in questa comunione nuova, diventando figli nel Figlio e fratelli tra noi (CCC 1267).
Questo passo ci invita a verificare la qualità del nostro ascolto: non basta essere vicini a Gesù esteriormente, occorre conformare la vita alla Sua Parola. Solo così si costruisce una vera comunione, capace di attraversare ogni confine umano.
Spunti di riflessione personale
- Mi considero parte della famiglia di Gesù solo per tradizione, o cerco davvero di fare la volontà di Dio nella mia vita quotidiana?
- Come vivo i rapporti nella comunità cristiana: come semplici relazioni sociali o come legami di autentica fraternità?
Preghiera di oggi
Signore Gesù, Tu mi chiami a far parte della Tua famiglia, donami un cuore docile alla volontà del Padre, rendimi capace di ascoltare la Tua Parola e di metterla in pratica ogni giorno, aiutami a riconoscere nei fratelli e nelle sorelle che incontro un dono ed una responsabilità, perché la mia vita diventi segno vivo della comunione che Tu hai inaugurato. Amen.