Vangelo di oggi 29 gennaio: “Vivere nella luce”

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Vangelo di oggi 29 gennaio: "Vivere nella luce"
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Il brano del Vangelo di oggi ci interpella sul nostro ascolto e sul rapporto dono – frutto: come lo portiamo nella nostra quotidianità?

In questo breve ma intenso insegnamento, Gesù usa l’immagine della lampada per parlare della Rivelazione di Dio e della responsabilità di chi ascolta la Sua Parola. La luce non è fatta per essere nascosta, ma per illuminare; allo stesso modo, il Vangelo non è un messaggio privato o neutro, bensì una forza viva che chiede di essere accolta, compresa e testimoniata. Questo brano .

Dal Vangelo secondo Marco 4,21-25

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

Vangelo di oggi 29 gennaio: "Vivere nella luce"
Commento al Vangelo del 29 gennaio

La riflessione sul Vangelo di oggi

La lampada di cui parla Gesù rappresenta anzitutto Lui stesso, luce del mondo (cfr. Gv 8,12), ma anche la Parola che Egli affida ai discepoli. Mettere la lampada sotto il moggio o sotto il letto significa soffocare la luce, ridurre il Vangelo a qualcosa di privato, inoffensivo, incapace di incidere nella vita. Il progetto di Dio, invece, è la manifestazione: ciò che ora è nascosto sarà rivelato, perché la verità ha una forza propria che non può essere trattenuta (cfr. Lc 12,2).

Gesù richiama poi l’attenzione sull’ascolto: «Fate attenzione a quello che ascoltate». Non basta udire con le orecchie; è necessario un ascolto interiore, docile, che coinvolga il cuore. La Scrittura ricorda: «Ascolta, Israele» (Dt 6,4), indicando che l’ascolto autentico genera obbedienza e vita. La misura con cui ascoltiamo, accogliamo e viviamo la Parola diventa la misura con cui Dio opera in noi.

Il principio espresso da Gesù è paradossale ma profondamente vero: “a chi ha, sarà dato; a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha”. Chi custodisce il dono ricevuto, lo fa crescere; chi lo trascura, lo perde. La tradizione della Chiesa insegna che la grazia, se accolta con fedeltà, genera ulteriore grazia (CCC 2001). La fede, infatti, non è statica: o cresce o si spegne.

Questo Vangelo è dunque un invito a vivere nella luce, lasciandoci illuminare dalla Parola e diventando, a nostra volta, luce per gli altri (cfr. Mt 5,14-16).

Spunti di riflessione personale

  1. In quali ambiti della mia vita tendo a “nascondere” la luce del Vangelo per paura o comodità?
  2. Come posso migliorare la qualità del mio ascolto della Parola di Dio ogni giorno?

Preghiera di oggi

Signore Gesù, luce vera che illumini ogni uomo, apri il mio cuore ad un ascolto attento e fedele della Tua Parola, liberami dalle chiusure che la soffocano, rendimi lampada posta sul candelabro, perché la luce che ho ricevuto diventi dono per gli altri e renda gloria al Padre. Amen.