Vangelo di oggi 3 gennaio: “Il volto mite della salvezza”

Vangelo di oggi 3 gennaio: "Il volto mite della salvezza" Vangelo di oggi 3 gennaio: "Il volto mite della salvezza"
Vangelo di oggi 3 gennaio: "Il volto mite della salvezza"
Canale WhatsApp Iscriviti subito!
Canale Telegram Iscriviti subito!

Il brano del Vangelo di oggi ci pone davanti a una delle più alte ed intense professioni di fede del Nuovo Testamento.

Giovanni il Battista, giunto al culmine della sua missione, indica finalmente Colui che viene dopo di lui e che, in realtà, è da sempre. Con uno sguardo illuminato dallo Spirito, il Precursore riconosce in Gesù l’Agnello di Dio ed il Figlio di Dio. Non si tratta solo di una dichiarazione, ma di una rivelazione che apre il cuore del mistero cristiano: Dio salva il mondo attraverso il dono totale di sé.

Dal Vangelo secondo Giovanni 1,29-34

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

Vangelo di oggi 3 gennaio: "Il volto mite della salvezza"
Commento al Vangelo del 3 gennaio

La riflessione sul Vangelo di oggi

«Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo»: con queste parole Giovanni consegna ad Israele e all’umanità intera la chiave per comprendere l’identità di Gesù. L’immagine dell’agnello richiama immediatamente l’agnello pasquale, il cui sangue salvò il popolo nella notte dell’Esodo (cf. Es 12,1-13), e il Servo sofferente annunciato da Isaia, “come agnello condotto al macello” (Is 53,7). Gesù è colui che prende su di sé il peccato del mondo, non solo alcuni peccati, ma la radice profonda della separazione tra l’uomo e Dio.

Giovanni riconosce che Gesù è “avanti a me, perché era prima di me”. Qui emerge con chiarezza la preesistenza del Figlio: colui che appare nella storia ha la Sua origine nell’eternità di Dio. Questa verità è confermata altrove dalla Scrittura: “Prima che Abramo fosse, Io Sono” (Gv 8,58). Gesù non è semplicemente un inviato, ma il Figlio eterno che entra nel tempo per redimerlo.

Il Battista insiste su un punto fondamentale: “Io non lo conoscevo”. Non si tratta di ignoranza umana, ma di una conoscenza che supera le capacità naturali. È Dio stesso che rivela il Figlio attraverso il segno dello Spirito che discende e rimane su di Lui. Il rimanere dello Spirito indica una comunione stabile ed unica, manifestando che Gesù è il consacrato definitivo, colui che battezzerà nello Spirito Santo, donando la vita nuova promessa dai profeti (cf. Ez 36,25-27).

La testimonianza di Giovanni culmina nella sua confessione: “Questi è il Figlio di Dio”. Non è un’opinione, ma una verità contemplata ed attestata. La fede cristiana nasce così: dall’incontro tra la rivelazione divina e la testimonianza umile di chi ha visto. La tradizione della Chiesa insegna che Cristo, vero Dio e vero uomo, è l’unico mediatore che riconcilia l’umanità con il Padre e comunica lo Spirito che santifica.

Questo brano ci invita a riconoscere Gesù non solo come maestro o profeta, ma come l’Agnello che salva attraverso l’amore donato fino alla fine. Accoglierlo significa lasciarsi purificare, trasformare e guidare dallo Spirito che dimora in Lui e che Egli dona alla Sua Chiesa.

Spunti di riflessione personale

  1. Riconosco Gesù come colui che porta anche il mio peccato e la mia fragilità?
  2. Lascio che lo Spirito Santo rimanga ed operi stabilmente nella mia vita?

Preghiera di oggi

Signore Gesù, Agnello di Dio, Tu vieni incontro a noi con mitezza e misericordia. Togli il peccato che appesantisce il nostro cuore e donaci lo Spirito che rinnova la vita. Apri i nostri occhi perché sappiamo riconoscerti presente ed operante. Rendici testimoni umili e fedeli della Tua luce, perché il mondo creda e trovi in Te la salvezza. Amen.