Preghiere

Vangelo di oggi 30 novembre: “Il segreto per vivere meglio il presente”

Nel brano del Vangelo di oggi Gesù invita i suoi discepoli, e quindi tutti noi, alla vigilanza ed alla disponibilità interiore.

Gesù non offre una cronologia della fine dei tempi, ma una chiamata personale a vivere il presente con cuore desto. Come ai tempi di Noè, l’umanità rischia di lasciarsi assorbire da una vita frenetica e superficiale, incapace di cogliere i segni di Dio. La venuta del Figlio dell’uomo non è minaccia, ma promessa di compimento. Tuttavia, è una promessa che richiede cuori preparati, perché l’incontro con Cristo avverrà “nell’ora che non immaginiamo”.

Dal Vangelo secondo Matteo 24-37-44

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

Commento al Vangelo del 30 novembre

La riflessione sul Vangelo di oggi

Gesù paragona i giorni della Sua venuta ai tempi di Noè, quando la gente “mangiava e beveva, prendeva moglie e prendeva marito” senza accorgersi di ciò che stava per accadere. L’umanità era immersa nelle vicende quotidiane, ma completamente cieca davanti all’azione di Dio. Questo non significa che le attività ordinarie siano negative; Gesù stesso visse tra le cose semplici della vita. Il problema è l’autosufficienza spirituale, una distrazione esistenziale che impedisce di riconoscere l’urgenza della conversione. La Scrittura ricorda spesso che il Signore viene come “un ladro nella notte” (1Ts 5,2), non per sorprendere con timore, ma per ricordare che la salvezza non può essere rimandata.

L’immagine delle due persone nel campo e delle due donne alla mola, una presa e l’altra lasciata, sottolinea la dimensione personale della risposta a Dio. Non siamo salvati per appartenenza esterna, ma per l’apertura del cuore. È un richiamo forte alla responsabilità personale ed alla libertà. Come afferma la Tradizione della Chiesa, la venuta finale di Cristo è certa, anche se il momento è sconosciuto; questo invita il credente a vivere in uno stato di vigilanza fiduciosa, dove la vita quotidiana diventa luogo di incontro con Dio.

Le parole di Gesù non vogliono alimentare paura, ma speranza. La vigilanza cristiana non è tensione ansiosa, ma uno sguardo attento, uno stile di vita permeato dalla fede. Gesù chiede di essere pronti come il padrone di casa che vigila per non farsi sorprendere: una parafrasi che mostra come la vigilanza sia un’arte, un esercizio costante che si nutre di preghiera, carità e fedeltà. Le sue parole ci ricordano che “il cielo e la terra passeranno”, ma la Sua Parola resta per sempre, come stabile fondamento per chi desidera orientare la vita secondo la volontà di Dio (cf. Mt 24,35).

Questo brano ci invita anche a valutare come utilizziamo il tempo. Il momento presente è lo spazio in cui si gioca l’eternità. Ogni atto d’amore, ogni gesto di misericordia, ogni scelta di bene diventa già una preparazione all’incontro definitivo con il Signore. L’attesa del Figlio dell’Uomo non è passiva: è missionaria, operosa, fiduciosa. È la certezza che il Cristo che verrà è lo stesso che oggi ci accompagna.

Spunti di riflessione personale

  1. In quali situazioni della mia vita rischio di “non accorgermi di nulla”, vivendo senza consapevolezza spirituale?
  2. Quali pratiche quotidiane possono aiutarmi a vivere con un cuore vigilante ed aperto alla presenza del Signore?

Preghiera di oggi

Signore Gesù, risveglia il mio cuore dalla distrazione e dalla superficialità. Donami uno sguardo attento, capace di riconoscerti in ogni momento della giornata. Rendimi vigile, non per paura, ma per amore, perché desidero incontrarti preparato e disponibile. Rafforza la mia fede, la mia speranza e la mia carità, affinché ogni istante della mia vita diventi attesa gioiosa di Te, che vieni continuamente e che verrai nella Tua gloria. Amen.

Published by
Cristiano Sabatini