Vangelo di oggi 31 gennaio: "La tempesta prova Fede"
Il brano del Vangelo di oggi invita alla fiducia, alla pazienza ed alla speranza anche quando l’opera divina sembra lenta o impercettibile.
Il racconto della tempesta sedata è uno dei brani più intensi del Vangelo, perché mette a nudo il cuore dei discepoli e, insieme, il nostro. Gesù invita a “passare all’altra riva”, ma il cammino diventa subito difficile e minaccioso. La barca sballottata dalle onde diventa immagine della Chiesa e della vita di ogni credente, spesso attraversata da prove inattese. In questo Vangelo non è tanto la tempesta a stupire, quanto il modo in cui Gesù educa i suoi alla fiducia, rivelando progressivamente chi Egli è davvero.
In quel medesimo giorno, venuta la sera, Gesù disse ai suoi discepoli: «Passiamo all’altra riva». E, congedata la folla, lo presero con sé, così com’era, nella barca. C’erano anche altre barche con lui.Ci fu una grande tempesta di vento e le onde si rovesciavano nella barca, tanto che ormai era piena. Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?». Si destò, minacciò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!». Il vento cessò e ci fu grande bonaccia. Poi disse loro: «Perché avete paura? Non avete ancora fede?». E furono presi da grande timore e si dicevano l’un l’altro: «Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?».
La traversata inizia su iniziativa di Gesù: è Lui che propone di passare all’altra riva. Questo dettaglio è fondamentale, perché ricorda che anche le situazioni difficili possono nascere dentro un cammino di obbedienza. La tempesta non significa assenza di Dio, ma diventa luogo di rivelazione. Il mare, nella Bibbia, è spesso simbolo del caos e delle forze ostili alla vita (cfr. Sal 107,23-30). Eppure, proprio lì, Gesù si manifesta come Signore.
Il particolare più sconcertante è che Gesù dorme. I discepoli interpretano questo silenzio come disinteresse: «Non t’importa che siamo perduti?» È la stessa domanda che attraversa la storia dell’uomo credente. Tuttavia, il sonno di Gesù non è indifferenza, ma fiducia totale nel Padre. Quando si desta, la sua parola domina il vento e il mare: «Taci, calmati!» È il linguaggio stesso di Dio Creatore, che pone ordine sul caos (cfr. Gen 1,2).
Il rimprovero di Gesù non riguarda la tempesta, ma la paura: «Non avete ancora fede?» La fede non elimina le prove, ma trasforma il modo di attraversarle. La tradizione della Chiesa insegna che la fede è adesione personale a Cristo, anche quando non si comprende pienamente il suo agire (CCC 150-152). I discepoli passano dalla paura al timore santo: non più terrore, ma stupore davanti al mistero di Gesù.
La domanda finale — «Chi è dunque costui?» — resta aperta ed accompagna ogni lettore del Vangelo. Solo un cammino vissuto con Lui permette di riconoscere che Colui che dorme nella barca è lo stesso che governa il mare e la storia.
Signore Gesù, quando le onde della paura e dell’incertezza riempiono la barca della mia vita, donami una fede più salda. Insegnami a fidarmi della Tua presenza anche nel silenzio, placa il mio cuore inquieto e guidami, oltre ogni tempesta, verso l’altra riva della pace che solo Tu puoi donare. Amen.