Vangelo di oggi 7 gennaio: “Il Regno è già in mezzo a voi”

Vangelo di oggi 7 gennaio: "Il Regno è già in mezzo a voi" Vangelo di oggi 7 gennaio: "Il Regno è già in mezzo a voi"
Vangelo di oggi 7 gennaio: "Il Regno è già in mezzo a voi"
Canale WhatsApp Iscriviti subito!
Canale Telegram Iscriviti subito!

Il brano del Vangelo di oggi racconta il ritorno di Gesù in Galilea, episodio che segna l’inizio solenne del Suo ministero pubblico.

Dopo l’arresto di Giovanni il Battista, la scena non si oscura, ma si illumina: Gesù entra nella Galilea delle genti, terra di confine e di mescolanza, e lì fa risplendere la luce promessa dai profeti. L’evangelista mostra come nulla accada per caso: ogni passo di Gesù compie la Scrittura e rivela un Dio che va incontro all’umanità ferita. L’annuncio del Regno, accompagnato da guarigioni e liberazioni, manifesta che la salvezza non è lontana, ma già operante.

Dal Vangelo secondo Matteo 4,12-17.23-25

In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta». Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».

Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.

Vangelo di oggi 7 gennaio: "Il Regno è già in mezzo a voi"
Commento al Vangelo del 7 gennaio

La riflessione sul Vangelo di oggi

Il ritiro di Gesù in Galilea dopo l’arresto di Giovanni non è una fuga, ma l’inizio di una missione nuova. Lasciata Nazaret, egli stabilisce la sua dimora a Cafarnao, città aperta, crocevia di popoli e culture. In questo gesto si compie la profezia di Isaia (Is 8,23–9,1): la luce di Dio non nasce nei centri del potere religioso, ma in una terra considerata periferica e impura. Dio sceglie ciò che è marginale per rivelare ciò che è essenziale.

La Galilea è descritta come terra di tenebre e di ombra di morte. Le tenebre indicano non solo la sofferenza fisica, ma soprattutto la lontananza da Dio, la confusione del cuore umano. Proprio lì «una grande luce» sorge. Questa luce non è un’idea, ma una Persona: Gesù stesso, che cammina tra la gente condividendone la vita. La Scrittura afferma che il Signore è luce e salvezza (cf. Sal 27,1), e ora questa luce ha un volto e una voce.

Il primo annuncio di Gesù è chiaro ed esigente: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». La conversione non è solo un cambiamento morale, ma un orientamento nuovo dell’esistenza. Il Regno non è un luogo lontano, ma l’azione viva di Dio che si rende presente e chiede di essere accolta. Questo annuncio è accompagnato da gesti concreti: Gesù insegna, annuncia e guarisce. Parola ed azione sono inseparabili, perché Dio salva l’uomo nella sua totalità.

Le guarigioni non sono semplici prodigi, ma segni del Regno che avanza. Ogni malattia curata, ogni persona liberata manifesta che Dio non è indifferente al dolore umano. Come già annunciato dai profeti, il tempo messianico è tempo di guarigione e di consolazione (cf. Is 35,5-6). Le folle che accorrono da ogni regione testimoniano un’attrazione profonda: là dove c’è vita, verità e misericordia, l’uomo riconosce una speranza affidabile.

La tradizione della Chiesa riconosce in questo inizio della missione di Gesù la rivelazione di un Regno che cresce non con la forza, ma con la compassione, non con il dominio, ma con la vicinanza. La luce che sorge in Galilea continua ancora oggi a illuminare le nostre oscurità.

Spunti di riflessione personale

  1. Quali sono oggi le “tenebre” della mia vita in cui il Signore vuole far sorgere la sua luce?
  2. Vivo la conversione come un evento passato o come un cammino quotidiano verso il Regno?

Preghiera di oggi

Signore Gesù, luce sorta nelle nostre tenebre, entra nei luoghi oscuri della nostra vita e rendili spazio di salvezza, donaci un cuore capace di convertirsi ogni giorno e di accogliere il Tuo Regno che viene. Guarisci le nostre ferite interiori e rendici testimoni della Tua misericordia, perché, seguendoti con fiducia, possiamo camminare nella luce e portarla a chi ancora vive nell’ombra. Amen.