Il brano del Vangelo di oggi ci richiama alla coerenza: il mondo non ha bisogno di cristiani perfetti, ma di cristiani autentici.
In questo breve ma densissimo testo, Gesù definisce l’identità profonda dei Suoi discepoli. Non indica semplicemente ciò che devono fare, ma ciò che sono chiamati ad essere: sale e luce. Due immagini semplici, quotidiane, ma decisive per la vita. Il sale dà sapore e preserva dalla corruzione; la luce rischiara, orienta, vince le tenebre. Con queste parole, Gesù affida ai Suoi una responsabilità grande: rendere visibile nel mondo la presenza del Regno di Dio attraverso una vita trasformata, concreta, riconoscibile.
Dal Vangelo secondo Matteo 5,13-16
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

La riflessione sul Vangelo di oggi
Gesù afferma con forza: «Voi siete il sale della terra… voi siete la luce del mondo». Non dice “dovreste diventare”, ma “siete”: l’identità cristiana nasce dal dono, non dallo sforzo umano. Il sale, nel mondo biblico, era simbolo di alleanza e di fedeltà (cfr. Lv 2,13). Perdere il sapore significa smarrire la propria identità, vivere una fede che non incide più sulla realtà. Una fede ridotta a formalità diventa sterile e incapace di testimonianza.
La luce, invece, è immagine fortemente legata a Dio stesso: «Il Signore è mia luce e mia salvezza» (Sal 27,1). Gesù, che è la “luce del mondo” (Gv 8,12), coinvolge i discepoli nella sua stessa missione. Essere luce non significa mettersi al centro, ma riflettere la luce di Cristo. Per questo Gesù chiarisce che lo scopo delle opere buone non è l’autoaffermazione, ma la gloria del Padre.
La città posta sul monte e la lampada sul candelabro indicano che la fede non può essere nascosta o relegata alla sfera privata. La vita cristiana ha una dimensione pubblica e comunitaria: attraverso le opere di carità, di giustizia e di misericordia, il Vangelo diventa visibile (cfr. Mt 25,35-40). La Chiesa ricorda che la vocazione dei fedeli è illuminare ed ordinare le realtà temporali secondo Dio (CCC 898; 2044).
Spunti di riflessione personalePreghiera di oggi
- In quali ambiti della mia vita rischio di “perdere sapore” per paura o comodità?
- Le mie opere aiutano davvero gli altri a riconoscere la bontà di Dio?
Preghiera di oggi
Signore Gesù, rendimi sale che dà sapore alla vita e luce che rischiara il cammino degli altri; liberami dalla paura di testimoniare il Vangelo, purifica le mie intenzioni e fa’ che ogni mia opera conduca non a me, ma alla gloria del Padre, perché il mondo, vedendo, creda e speri. Amen.