Il brano del Vangelo di oggi mostra come la fede semplice di chi riconosce in Gesù l’unica possibilità di salvezza, fisica e interiore.
Gesù approda a Gennèsaret e, quasi senza parlare, diventa il centro di una speranza contagiosa. La folla lo riconosce, corre, porta i malati, affida a lui le proprie ferite. Non troviamo lunghi discorsi, ma gesti essenziali: un avvicinarsi, un supplicare, un toccare.
Dal Vangelo secondo Marco 6,53-56
In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono. Scesi dalla barca, la gente subito lo riconobbe e, accorrendo da tutta quella regione, cominciarono a portargli sulle barelle i malati, dovunque udivano che egli si trovasse. E là dove giungeva, in villaggi o città o campagne, deponevano i malati nelle piazze e lo supplicavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello; e quanti lo toccavano venivano salvati.

La riflessione sul Vangelo di oggi
L’evangelista sottolinea che la gente “subito lo riconobbe”. Non si tratta solo di fama, ma di discernimento: in Gesù viene riconosciuta la presenza di Dio che visita il Suo popolo (cfr. Lc 7,16). Ovunque egli arriva, la sofferenza viene portata alla luce. I malati non restano nascosti nelle case, ma sono deposti nelle piazze: la fragilità diventa luogo di incontro con il Signore.
Il gesto di toccare il lembo del mantello richiama la fede della donna affetta da emorragia (cfr. Mc 5,27-29). Non è un atto magico, ma un gesto carico di fiducia: basta un contatto, basta affidarsi. La Scrittura insegna che la potenza di Dio si manifesta attraverso segni umili (cfr. 2Cor 12,9). Qui non è Gesù a toccare, ma l’uomo che si avvicina: la salvezza passa attraverso una fede che osa.
Il testo afferma con decisione: «Quanti lo toccavano venivano salvati». Il termine usato non indica solo la guarigione fisica, ma una salvezza più profonda, che coinvolge tutta la persona. Gesù si lascia toccare: non teme l’impurità, non si difende dalla miseria umana. In lui si compie la promessa: «Egli ha preso le nostre infermità» (Is 53,4; cfr. Mt 8,17).
La Chiesa insegna che Cristo continua a farsi vicino ai sofferenti attraverso i segni sacramentali e la carità vissuta (CCC 1503; 1506). Anche oggi, il suo “mantello” è accessibile a chi si accosta con fede.
Spunti di riflessione personalePreghiera di oggi
- Quali ferite della mia vita ho ancora paura di portare davanti a Gesù?
- La mia fede è abbastanza umile da credere che “basta un tocco”?
Preghiera di oggi
Signore Gesù, Tu che Ti lasci avvicinare dai poveri e dai malati, donami una fede semplice e fiduciosa; aiutami a cercarti senza paura, a toccare la Tua presenza nei momenti di fragilità ed a credere che anche oggi dalla Tua misericordia scaturisce una forza che salva, guarisce e rinnova il cuore. Amen.