Da Totus Tuus al santuario di Genazzano, il legame con Maria ha segnato in modo personale e spirituale il pontificato degli ultimi quattro Papi.
Per ognuno degli ultimi quattro Pontefici, Maria non è mai stata solo un riferimento dottrinale. È stata una presenza concreta, una madre a cui affidarsi nei passaggi decisivi del ministero petrino. Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco e oggi Leone XIV hanno vissuto questo rapporto ciascuno a modo suo, con accenti diversi, legati alla propria storia personale e alla propria sensibilità spirituale. Ma in tutti, il filo mariano emerge come qualcosa di radicato, non di occasionale.
Il Totus Tuus di Giovanni Paolo II
Il motto Totus Tuus — “Totalmente Tuo” — ha accompagnato Karol Wojtyła fin dagli anni del suo episcopato a Cracovia, e non lo ha mai lasciato. Padre Paweł Ptasznik, ex assistente della Segreteria Privata del Papa polacco, ha ricordato che Giovanni Paolo II utilizzò quella formula «fino ai suoi ultimi giorni», definendola «una sorta di formula sintetica» con cui il Pontefice esprimeva il suo totale affidamento a Cristo attraverso le mani della Vergine. Una spiritualità «profondamente radicata nella teologia», non una devozione sentimentale.
Il legame con Maria trovò espressione anche nella piazza più famosa del mondo. Il mosaico Mater Ecclesiae, collocato sulla facciata del Palazzo Apostolico affacciata su Piazza San Pietro, nacque da un’osservazione di un gruppo di studenti nel 1980: nel colonnato erano rappresentati molti santi, ma non la Vergine. Dopo l’attentato del 1981, Giovanni Paolo II volle che quel vuoto fosse colmato.
Benedetto XVI e il santuario di Altötting
Joseph Ratzinger nacque a soli sedici chilometri dal santuario mariano di Altötting, uno dei luoghi più venerati della pietà cattolica bavarese. Non si trattava soltanto di una coincidenza geografica. Per Benedetto XVI, quel luogo era una vera dimora interiore: affermava spesso che i fili della sua vita lo riportavano sempre lì, alle radici di una fede plasmata fin dall’infanzia dall’ambiente e dalla tradizione della Germania meridionale.
La sua devozione mariana era sobria, teologicamente nitida. Maria non occupa mai il centro al posto di Cristo, ma orienta silenziosamente verso il mistero dell’Incarnazione. Un tratto distintivo del suo pensiero, coerente con tutta la sua produzione teologica.

Francesco e i 126 soggiorni davanti alla Salus Populi Romani
Nei suoi dodici anni di pontificato, Papa Francesco ha visitato la basilica di Santa Maria Maggiore 126 volte. Prima e dopo ogni viaggio apostolico, nei momenti più impegnativi del suo ministero, si recava davanti all’icona della Salus Populi Romani per affidare a Maria il cammino della Chiesa. Una devozione semplice, popolare, radicata nella tradizione romana.
Santa Maria Maggiore è anche il luogo in cui Francesco ha scelto di essere sepolto: il legame con la Vergine venerata come Salvezza del Popolo Romano è rimasto intatto fino all’ultimo gesto della sua vita.
Leone XIV, da Chicago a Genazzano
L’elezione di Papa Leone XIV, avvenuta l’8 maggio — giorno della festa della Madonna di Pompei — ha dato fin da subito un’impronta mariana al suo pontificato. Non sorprende che il primo anniversario dell’elezione sia stato celebrato proprio al Santuario della Madonna del Rosario di Pompei: «Dovevo dunque venire qui, a porre il mio servizio sotto la protezione della Vergine Santa», ha detto il Papa.
Ma il legame con Maria affonda le radici molto prima. Padre Ludovico Maria Centra, rettore del Santuario della Madonna del Buon Consiglio di Genazzano, ha ricordato che il futuro Pontefice, entrando ancora giovane nel convento di Chicago, ricevette subito come educazione «la devozione alla Vergine Santissima con il titolo di Madre del Buon Consiglio». È cresciuto sotto quello sguardo, e a Genazzano è tornato ogni volta che ha ricevuto un incarico importante: le due elezioni a generale dell’ordine, l’episcopato, la creazione cardinalizia. Due giorni dopo l’elezione al soglio petrino, era già di nuovo lì.