Vogliono vietare il corteo pro vita del 13 giugno: cosa sta succedendo

Sabato 13 giugno il corteo nazionale pro vita parte da Piazza della Repubblica: oltre cento associazioni in piazza contro aborto, eutanasia e suicidio assistito. Sabato 13 giugno il corteo nazionale pro vita parte da Piazza della Repubblica: oltre cento associazioni in piazza contro aborto, eutanasia e suicidio assistito.
Corteo della Manifestazione per la Vita 2025 a Roma
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Sabato 13 giugno il corteo nazionale pro vita parte da Piazza della Repubblica: oltre cento associazioni in piazza contro aborto, eutanasia e suicidio assistito.

La Manifestazione nazionale per la Vita torna a Roma. L’appuntamento è fissato per sabato 13 giugno: il corteo partirà alle 14.30 da Piazza della Repubblica e si concluderà davanti alla basilica di San Giovanni in Laterano. Più di cento associazioni hanno aderito all’iniziativa, che difende la vita dal concepimento alla morte naturale. Attesa la partecipazione di migliaia di persone. L’evento arriva in un momento politico tutt’altro che tranquillo, con diversi fronti aperti in Parlamento e una pressione crescente su chi si oppone all’agenda anti-vita.

Aborto: 65mila casi ufficiali e i cripto-aborti ignorati

Il primo fronte è quello dell’aborto. Gli ultimi dati del Ministero della Salute, relativi al 2023, registrano 65.746 aborti ufficiali — una cifra che corrisponde a un’intera città di provincia. Ma il numero reale sarebbe più alto: la legge 194 del 1978 non ha fatto scomparire gli aborti clandestini, contrariamente a quanto sostenevano i suoi promotori. A questo si aggiunge il fenomeno dei cosiddetti cripto-aborti, prodotti dai contraccettivi d’emergenza. Le varie “pillole del giorno dopo” — o dei tre-cinque giorni dopo — non hanno solo effetto antiovulatorio: laddove avvenga il concepimento, possono impedire l’annidamento dell’embrione, con effetto di fatto abortivo.

Fecondazione artificiale e suicidio assistito: i dossier aperti

Ventidue anni di legge 40, con le successive sentenze della Corte costituzionale che ne hanno smantellato i vincoli, hanno normalizzato la fecondazione artificiale nell’opinione pubblica. Una pratica che comporta ogni anno il sacrificio e il congelamento di migliaia di embrioni. Il fronte politicamente più caldo resta però quello del suicidio assistito. Il 3 giugnoè ripreso in Senato l’iter di due disegni di legge. Il Ddl Bazoli — voluto dal Pd — è stato respinto in commissione. Ma il Ddl Zanettin-Zullo, sostenuto dalla maggioranza di centrodestra, rimane sul tavolo: Forza Italia ha presentato emendamenti che, tra l’altro, chiedono il coinvolgimento dei medici di base e ospedalieri nell’assistenza al suicidio e che il CNR individui gli strumenti per farlo.

il corteo partirà alle 14.30 da Piazza della Repubblica e si concluderà davanti alla basilica di San Giovanni in Laterano. Più di cento associazioni hanno aderito all'iniziativa, che difende la vita dal concepimento alla morte naturale.
Piazza della Republica, Roma. Punto di partenza della Manifestazione

Le parole di Leone XIV ai parlamentari spagnoli

A dare un orientamento preciso ai parlamentari cattolici ci ha pensato papa Leone XIV l’8 giugno, nel suo discorso al Congresso dei Deputati della Spagna. «Se la vita cessa di essere riconosciuta come un valore fondamentale, quale futuro possono avere le nostre società?» ha detto il pontefice, aggiungendo che «ogni vita umana dev’essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto». Parole che hanno dato una spinta ulteriore agli organizzatori della Manifestazione per la Vita e a tutto il mondo pro life, in un contesto in cui censure di manifesti, assalti a sedi pro vita e divieti di preghiera silenziosa davanti alle strutture abortive si stanno facendo sempre più frequenti.

La sinistra chiede di vietare il corteo del 13 giugno

La Manifestazione per la Vita di sabato è confermata, ma non senza resistenze. Pro Vita & Famiglia ha denunciato che Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, Rifondazione Comunista, centri sociali, ANPI, CGIL e decine di altre organizzazioni hanno scritto una lettera ufficiale al sindaco Gualtieri e al prefetto di Roma chiedendo di vietare i cortei del 13 giugno, definendoli «anti-costituzionali». Uno dei due cortei nel mirino è proprio quello per la vita. La propaganda che li accomuna — associandoli a un corteo sulla remigrazione in programma lo stesso giorno — viene descritta dagli organizzatori pro life come un tentativo liberticida. A dispetto delle pressioni, il corteo si farà.