Cosa succede alla fede quando siamo sempre connessi

Nel nuovo libro di John Eldredge internet è accusato di aver svuotato la capacità di preghiera e di incontro con Dio dei cristiani di oggi. Nel nuovo libro di John Eldredge internet è accusato di aver svuotato la capacità di preghiera e di incontro con Dio dei cristiani di oggi.
In preghiera, ma con il telefono sempre vicino
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Nel nuovo libro di John Eldredge internet è accusato di aver svuotato la capacità di preghiera e di incontro con Dio dei cristiani di oggi.

C’è una domanda che John Eldredge pone fin dalle prime pagine del suo nuovo libro, Incontrare Gesù davvero, e che difficilmente lascia indifferenti: internet ci ha rubato la capacità di credere? L’autore americano, noto al grande pubblico soprattutto per Cuore selvaggio, affronta stavolta un problema che molti cristiani riconoscono senza riuscire a nominarlo — la stanchezza interiore, la difficoltà a stare in silenzio, la sensazione che la preghiera scivoli via senza lasciare traccia. Non è una crisi di fede nel senso classico del termine. È qualcosa di più sottile, e forse più pericoloso.

«Tutti siamo allievi di internet»

Eldredge non attacca la tecnologia in sé. Il punto che solleva è diverso: il modo in cui il mondo digitale funziona ha modellato la nostra anima in profondità, senza che ce ne accorgessimo. «Internet ha insegnato alla tua anima ad aspettarsi risposte immediate», scrive l’autore. Il risultato è che siamo diventati incapaci di attendere, di sostare, di aspettare Dio. Viviamo in una cultura del controllo continuo, della verifica ossessiva, del dubbio sistematico su tutto. Ogni giorno riceviamo migliaia di informazioni che nel giro di poche ore risultano superate o false. La diagnosi che Eldredge formula è netta: «Stiamo perdendo la capacità di fidarci; la nostra fede si sta trasformando in sospetto». Ecco perché, secondo lui, tanti cristiani oggi sperimentano un vuoto spirituale. Non hanno smesso di cercare Dio. Hanno perso la capacità di incontrarlo davvero.

Il cristianesimo come esperienza vissuta

La parte più interessante del libro non è però la diagnosi, è la proposta. Eldredge ricorda che il cristianesimo è stato fin dall’inizio una religione di relazione viva, non di dottrina astratta. Richiama santi, mistici e persone comuni che hanno trattato la presenza di Gesù come qualcosa di reale, quotidiano, vicino. Nel testo ritorna spesso la parola “mistico”, ma non nel senso di visioni straordinarie. L’autore propone un’idea diversa di misticismo: la semplice vita quotidiana nella presenza di Dio. «Abbiamo bisogno di incontri quotidiani con Gesù», scrive. «È esattamente di questo che stiamo parlando.» Questa frase, in qualche modo, è il cuore dell’intero volume.

. Eldredge ricorda che il cristianesimo è stato fin dall'inizio una religione di relazione viva, non di dottrina astratta
Lo scrittore John Eldredge

L’uomo del XXI secolo stanco di tutto

Uno dei passaggi più forti del libro è il ritratto dell’uomo contemporaneo come «allievo esausto di internet». Un uomo che consuma contenuti senza sosta ma sperimenta sempre meno silenzio, meraviglia e pace. Eldredge osserva che molte persone vivono oggi in uno stato di tensione e paura permanenti. Abbiamo accesso a una quantità di conoscenza senza precedenti nella storia, eppure il senso di sicurezza interiore sembra sempre più raro. Da qui l’immagine biblica di Dio come rifugio, fortezza e casa per il cuore umano, che torna più volte nel testo. «Dio è la casa di ogni anima umana», scrive l’autore. Tornare a questa verità è, secondo Eldredge, la via per guarire l’uomo che vive nell’epoca del rumore costante.

Una lingua che arriva dove i sistemi non arrivano

La forza del libro sta anche nel suo linguaggio. Eldredge scrive in modo contemporaneo ma spiritualmente denso, riuscendo a tenere insieme psicologia, esperienza quotidiana e mistica cristiana senza che nulla suoni forzato. Non propone l’ennesimo sistema di sviluppo spirituale. Invita il lettore a recuperare la semplicità della fede. È una distinzione che conta: non si tratta di fare di più o meglio, ma di ritrovare qualcosa che si pensava perduto. Incontrare Gesù davvero è pubblicato in Italia dall’editore Esprit, che già ha nel catalogo diversi titoli dell’autore americano.