All’Angelus Leone XIV spiega che la sapienza della croce si rivela ai piccoli e non ai sapienti, ed è dono di sé per amore.
Il Papa Leone XIV ha dedicato l’Angelus di domenica 5 luglio alla sapienza della croce, quella che si rivela ai piccoli mentre resta nascosta ai sapienti e ai dotti. In Piazza San Pietro si sono radunate circa 18mila persone per la preghiera mariana della prima domenica del mese. Commentando il Vangelo della liturgia del giorno, il Pontefice ha ricordato che i sapienti restano prigionieri delle proprie idee e non riconoscono la presenza di Cristo, mentre la sapienza autentica di Dio si manifesta nell’umiltà della carne. Un insegnamento, ha detto, rivolto agli stanchi e agli oppressi, non a chi si crede già arrivato. Da qui nasce la riflessione sulla croce come via di libertà.
La sapienza della croce che si rivela ai piccoli
Nella sua catechesi il Papa distingue due strade opposte. Da un lato l’umana sapienza, che secondo il Papa finisce per trasformarsi in arroganza e fa degradare la dottrina in superbia. Dall’altro la sapienza di Dio, che si rivela nell’umiltà e si rivolge a chi è stanco e oppresso. Il Pontefice sottolinea che questo è lo stile stesso di Dio, il quale ama farsi conoscere da chi non si crede autosufficiente. Una prospettiva che ribalta i criteri comuni di valore e competenza, spostando l’attenzione dal sapere accumulato alla disponibilità del cuore.
Il dono di sé, cuore della sapienza di Gesù
Seguire Gesù, spiega Leone XIV, significa condividere la sua vita fino alla croce, come Cristo stesso ha indicato quando ha chiesto a chi vuole seguirlo di “rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua”. Il Papa definisce questo invito il vero giogo di Gesù, cioè la sintesi del suo insegnamento. “Il dono di sé per amore è il giogo di Gesù”, ha detto, aggiungendo che si tratta del cuore stesso della sua sapienza, ardente di carità verso tutti, senza eccezioni.

Un annuncio di salvezza che solleva da ogni caduta
Resta una domanda, che il Papa pone direttamente ai fedeli: come può essere leggero e dolce il peso della croce? La risposta, per Leone XIV, sta in una sola ragione: il Signore la porta per primo, insieme a tutti, senza lasciare nessuno solo davanti a ciò che lo abbatte. Da vero maestro, Gesù si fa carico dell’umanità ferita dal male per prendersene cura. La sapienza che dona diventa così un annuncio di salvezza, capace di sollevare chiunque da ogni caduta, anche la più dolorosa.
Solo nella croce il male viene redento
Il cammino cristiano, ricorda il Papa, non è un’ascesi che mortifica, ma una scuola di libertà che prende sul serio il dramma della storia e ne illumina il senso nei momenti più oscuri. Leone XIV sintetizza questo passaggio con tre immagini: nella schiavitù Cristo è liberazione, sotto il flagello della guerra Cristo è speranza, nell’ora del peccato Cristo è perdono. Una sapienza che Gesù insegna da Figlio, facendosi fratello degli uomini, e che lo Spirito Santo continua a manifestare alla Chiesa. L’Angelus si chiude con l’invocazione a Maria, Regina della pace, per il bene della Chiesa e del mondo intero.