Castel Gandolfo riapre le porte a un Papa in vacanza

Papa Leone XIV soggiorna a Castel Gandolfo dal 5 al 27 luglio, riaprendo una tradizione estiva pontificia lunga quasi quattro secoli. Papa Leone XIV soggiorna a Castel Gandolfo dal 5 al 27 luglio, riaprendo una tradizione estiva pontificia lunga quasi quattro secoli.
Papa Leone XIV affacciato al Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo
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Papa Leone XIV soggiorna a Castel Gandolfo dal 5 al 27 luglio, riaprendo una tradizione estiva pontificia lunga quasi quattro secoli.

Il ritorno del Papa a Castel Gandolfo per la pausa estiva riapre una pagina che attraversa quasi quattro secoli di storia pontificia, tra archeologia, architettura e memoria del papato moderno. Il soggiorno di Leone XIV nel Palazzo Apostolico della cittadina dei Castelli Romani segna la ripresa di un’abitudine nata il 10 maggio 1626, quando Urbano VIII Barberini vi trascorse il primo periodo di riposo di un pontefice. Da quel momento Castel Gandolfo è diventata il luogo simbolico della pausa papale, a breve distanza dal Vaticano ma immersa nel paesaggio dei Colli Albani. Il Papa è arrivato domenica pomeriggio, dopo aver recitato l’Angelus in piazza San Pietro, e resterà nelle Ville Pontificie fino al 27 luglio, con la sospensione delle udienze generali e private.

Dalle origini romane alla residenza dei Papi

Le Ville Pontificie sorgono su un’area di grande stratificazione storica. Qui si estendeva l’antica villa dell’imperatore Domiziano, l'”Albanum Domitiani”, un complesso che occupava circa 14 chilometri quadrati fino al lago di Albano. In epoca medievale, sulle rovine romane fu costruito un castello dalla famiglia genovese dei Gandolfi, passato poi ai Savelli fino al 1596. Dopo le difficoltà economiche della famiglia, il feudo entrò tra i beni della Santa Sede nel 1604. Fu su questa base che Urbano VIII avviò la trasformazione della rocca in residenza estiva, affidando i lavori all’architetto Carlo Maderno e le decorazioni a Simone Lagi. Nei secoli successivi il complesso fu ampliato da pontefici come Alessandro VII, con il contributo del Bernini, e da Clemente XIV, che acquistò Villa Cybo.

Il ritorno nel Novecento e la rinascita scientifica

Dopo il 1870, con la fine dello Stato Pontificio, la residenza visse un lungo periodo di abbandono: per circa sessant’annile Ville Pontificie non furono più utilizzate come sede estiva. La funzione originaria tornò con i Patti Lateranensi del 1929, che riportarono i Papi a soggiornare a Castel Gandolfo nei mesi caldi. In quegli anni furono realizzati importanti restauri e collegamenti tra i giardini, tra cui il Giardino del Moro, Villa Cybo e Villa Barberini. Nel 1934 fu trasferito nel complesso l’Osservatorio Astronomico Vaticano, affidato ai Padri Gesuiti, a causa dell’inquinamento luminoso che rendeva difficili le osservazioni del cielo da Roma.

Nel secondo Novecento Castel Gandolfo divenne stabilmente la residenza estiva dei pontefici
Vista panoramica delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo

Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e la svolta di Francesco

Nel secondo Novecento Castel Gandolfo divenne stabilmente la residenza estiva dei pontefici. Giovanni Paolo II vi trascorse lunghi periodi ogni anno, con udienze e Angelus domenicali dalla loggia del Palazzo Apostolico. Anche Benedetto XVI legò il proprio nome alla residenza, dove rimase anche nei mesi successivi alla rinuncia del 2013, prima del trasferimento nel Monastero Mater Ecclesiae. Nel 2016 papa Francesco decise invece di trasformare il Palazzo Apostolico in un polo museale, aprendo al pubblico gli appartamenti pontifici e la galleria dei ritratti papali, e scelse di non utilizzare più la residenza per le vacanze estive.

Castel Gandolfo, il ritorno della villeggiatura pontificia

Ora Leone XIV riporta in vita la tradizione: l’Angelus domenicale si terrà in piazza della Libertà, mentre le udienze restano sospese fino al rientro. Già l’anno scorso il Papa aveva trascorso a Villa Barberini sedici giorni di riposo, dal 6 al 22 luglio, con impegni come le Messe nella parrocchia di San Tommaso da Villanova e nella Cattedrale di Albano, oltre all’incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Salutando la folla fuori dal Palazzo Apostolico, Leone XIV ha detto: “Spero un po’ di sport qui a Castel Gandolfo”, aggiungendo di essere contento di poter dedicare le prossime settimane a riposo, preghiera e lettura.