Il 2 luglio 2026 la prima beatificazione in Vietnam celebrata sul posto: la storia di padre Truong Buu Diep, ucciso nel 1946 e oggi beato.
Il 2 luglio 2026 a Tắc Sậy, nella provincia meridionale di Cà Mau, oltre 70mila fedeli hanno preso parte a un evento più unico che raro nella storia della Chiesa vietnamita: la prima beatificazione in Vietnam celebrata sul posto e non a Roma. Al centro della cerimonia c’era padre Francesco Saverio Truong Buu Diep, sacerdote ucciso nel 1946, la cui devozione popolare non si è mai spenta tra i cattolici locali e, come raccontano i testimoni, ha superato pure i confini della comunità cattolica. La messa è stata presieduta dal cardinale Luis Antonio Tagle, inviato speciale di Papa Leone XIV. Un momento atteso da decenni dalla diocesi di Cần Thơ, frutto di un lungo processo canonico.
Chi era padre Diep
Francesco Saverio Truong Buu Diep nacque il 1° gennaio 1897 nella provincia di An Giang. Fu ordinato sacerdote nel 1924, dopo gli studi nel seminario maggiore di Phnom Penh, in Cambogia. Tornato in Vietnam insegnò in seminario e fondò diverse parrocchie, sia in Cambogia sia in patria. Dal 1930, per sedici anni, fu parroco a Tắc Sậy, nella diocesi di Cần Thơ. La diocesi ricorda il suo impegno verso i poveri, i malati e chiunque soffrisse per le devastazioni della guerra. I testimoni lo descrivono come un pastore capace di mantenere buoni rapporti con tutti: francesi, giapponesi, seguaci del Cao Đài e persino membri del Việt Minh, che accoglieva comunque nella sua canonica.
Morte in tempo di guerra
Tra il 1945 e il 1946, mentre il Vietnam viveva anni di violenza legata alla fine della Seconda guerra mondiale, padre Diep scelse di restare accanto ai suoi parrocchiani nonostante il pericolo. Gli si attribuisce la frase: “La mia vita e la mia morte appartengono al mio gregge”. Il 12 marzo 1946 fu catturato e ucciso a Tắc Sậy. Per quasi ottant’anni le circostanze del delitto sono rimaste incerte, e molti fedeli hanno creduto per decenni a una responsabilità comunista. Un’indagine diocesana condotta tra il 2011 e il 2017, pubblicata nel novembre 2025, ha smentito questa versione: 63 pagine di documentazione, basate su 23 testimonianze, hanno stabilito che il sacerdote fu ucciso da due disertori giapponesi in cerca di vendetta dopo la sconfitta del loro Paese.

Il cammino verso l’altare
La diocesi di Cần Thơ chiuse la fase diocesana del processo di canonizzazione nel 2017, inviando poi la documentazione alla Santa Sede. Il passaggio decisivo arrivò il 25 novembre 2024, quando Papa Francesco riconobbe che padre Truong Buu Diep fu ucciso in odio alla fede il 12 marzo 1946. Il riconoscimento del martirio ha permesso di procedere alla beatificazione senza l’accertamento di un miracolo, come previsto per i martiri. Il 18 dicembre 2025 il vescovo Lê Tấn Lợi annunciò che la Santa Sede aveva approvato data e luogo della cerimonia, fissata per il 2 luglio 2026 nel santuario di Tắc Sậy, dove riposano le spoglie del sacerdote.
Una beatificazione in Vietnam che unisce i fedeli
La cerimonia è stata concelebrata da cardinali e vescovi arrivati da Thailandia, Laos e Cambogia, insieme a circa 2mila sacerdoti. Il cardinale Tagle ha letto in latino la lettera apostolica di Papa Leone XIV e ha ricordato le parole pronunciate dal Papa il 27 giugno: “Non arrendiamoci alla sconfitta di fronte alla violenza”. Il culto verso padre Diep supera da tempo i confini religiosi: tra i pellegrini presenti a Tắc Sậy c’era anche un fedele buddista, padre di due figli, che ha voluto onorare “un uomo profondamente compassionevole”. Il Vietnam conta oggi oltre 7,5 milioni di cattolici, circa il 7,4% della popolazione, e questa è la prima delle 117 beatificazioni vietnamite celebrata in patria anziché in Vaticano.