Il nuovo Rapporto Milex mostra perché il riarmo è una falsa soluzione: spesa in crescita, controlli assenti e l’appello del Papa alla pace.
Il nuovo Rapporto dell’Osservatorio Milex sull’influenza dell’industria militare sulla politica, pubblicato a cinque annidal precedente, restituisce un quadro allarmante sulla spesa per la difesa in Italia. A denunciarlo è Francesco Vignarca, coordinatore delle campagne della Rete Italiana Pace e Disarmo, in un intervento pubblicato da AgenSIR il 6 luglio 2026, secondo cui il riarmo è una falsa soluzione ai problemi reali del Paese. Le risorse destinate all’industria degli armamenti continuano a crescere, scrive l’autore, ma senza che siano stati introdotti strumenti reali di verifica e trasparenza su come quei fondi vengano spesi, con il rischio che il denaro pubblico finisca per alimentare gli interessi del complesso militare-industriale-finanziario più che una strategia condivisa di sicurezza collettiva.
Il rapporto Milex e l’opacità della spesa militare
Per Vignarca il problema principale non è soltanto l’aumento della spesa, ma il modo in cui viene decisa. Le scelte di bilancio, sostiene, non nascono da un’analisi condivisa delle minacce reali, ma sono trainate da interessi economici che spingono verso il riarmo come risposta quasi automatica a ogni tensione internazionale. L’autore cita il prossimo vertice NATO di Ankara come conferma di questa tendenza, con l’annuncio di più fondi e più produzione bellica, accompagnato dalla promessa che questo renda l’Europa più sicura, una promessa che secondo Vignarca resta priva di verifica.
Perché per Vignarca il riarmo è una falsa soluzione
L’articolo sostiene che la logica del riarmo individua la minaccia in un nemico esterno e ipotetico, mentre ogni giornomigliaia di persone muoiono per inquinamento, fame, disoccupazione o mancanza di cure. Vignarca ricorda che a inizio anno il Bulletin of Atomic Scientists ha spostato ulteriormente avanti l’Orologio dell’Apocalisse, non per un attacco imminente ma perché la politica continua a non affrontare i problemi reali, dagli arsenali nucleari al clima, preferendo investire in armi. A suo giudizio la storia degli ultimi venticinque anni dimostra che l’aumento delle spese militari non ha mai risolto un conflitto, ma lo ha solo prolungato o spostato altrove.

L’appello di Papa Leone XIV alla pace disarmata
Nel suo intervento Vignarca richiama le parole di Papa Leone XIV, che ha ripetuto anche a Lampedusa come la pace debba essere “disarmata e disarmante” e non possa dimenticare gli ultimi. Il riarmo, sottolinea l’autore riprendendo il pensiero del Pontefice, non è una forma di difesa della patria: mette in pericolo chi sta dall’altra parte e, con l’escalation, anche gli stessi cittadini che si dice di voler proteggere. Ogni euro speso in armi, conclude Vignarca, è un euro sottrattoa chi soffre già oggi, non in un futuro ipotetico.
La proposta, “Un’altra difesa è possibile”
Vignarca collega queste riflessioni alla campagna “Un’altra difesa è possibile”, che chiede la creazione di istituzioni per una difesa civile, non armata e nonviolenta. L’idea, spiega, si fonda su corpi civili di pace capaci di intervenire nei conflitti riducendo le minacce invece di alimentarle, e su un uso delle risorse pubbliche orientato alle fragilità sociali piuttosto che al profitto. La raccolta firme per la relativa legge di iniziativa popolare ha superato le 14mila adesioni, con il sostegno di diversi volti noti, un segnale che per l’autore dimostra come un’altra idea di sicurezza e di pace sia già oggi possibile.