Cresce il boom cattolico nel Sud-Est degli Stati Uniti

Nel Sud-Est degli Stati Uniti si vive un boom cattolico senza precedenti: parrocchie piene, nuove vocazioni e terreni comprati per costruire altre chiese. Nel Sud-Est degli Stati Uniti si vive un boom cattolico senza precedenti: parrocchie piene, nuove vocazioni e terreni comprati per costruire altre chiese.
Cattedrale di Cristo Re ad Atlanta
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Nel Sud-Est degli Stati Uniti si vive un boom cattolico senza precedenti: parrocchie piene, nuove vocazioni e terreni comprati per costruire altre chiese.

Negli Stati Uniti si parla spesso di crisi delle vocazioni e di chiese che si svuotano, ma nel Sud-Est del Paese il boom cattolico racconta l’esatto contrario. Le parrocchie della regione registrano un afflusso di fedeli talmente alto che i vescovi devono aggiungere Messe domenicali e comprare terreni per le chiese future. Nell’arcidiocesi di Atlanta, che conta oltre 1,2 milioni di cattolici, sei parrocchie funzionano a un’occupazione tra il 120 e il 150 per cento della capacità normale, e il 30 per cento celebra almeno una Messa domenicale a chiesa piena. I parroci si arrangiano come possono: moltiplicano le celebrazioni e trasformano i saloni parrocchiali in spazi liturgici temporanei.

Atlanta cresce e diventa più multiculturale

La crescita si concentra nei sobborghi, dove le nuove case arrivano spesso prima delle strutture parrocchiali. L’arcidiocesi ha oggi un volto sempre più multiculturale: due parrocchie sono vietnamite, e uno dei tre vescovi ausiliari di Atlanta, John Nhàn Trần, è di origine vietnamita. Quest’anno l’arcidiocesi ha accolto 20 nuovi seminaristi, portando il numero in formazione oltre 70, a fronte di 325 sacerdoti in servizio. L’arcivescovo Gregory Hartmayer, originario di Buffalo, diocesi segnata da anni di chiusure, attribuisce il boom cattolico alla migrazione interna e a una vita parrocchiale che i nuovi arrivati trovano sorprendentemente accogliente. Per accelerare le costruzioni, l’arcidiocesi ha creato un fondo interno che evita alle parrocchie di attendere anni per raccogliere l’intera somma necessaria.

Alabama e Carolina del Sud: centinaia di fedeli in un giorno

Nell’arcidiocesi di Mobile, in Alabama, che conta oltre 113mila cattolici, la Pasqua di quest’anno ha portato più di 600 nuovi membri, il 36 per cento in più rispetto all’anno precedente, molti dei quali studenti. L’arcidiocesi ha già acquistato terreni nelle zone più dinamiche dello Stato: a Opelika una nuova chiesa dedicata a santa Maria aprirà entro dicembre. Ancora più marcati i numeri della diocesi di Charleston, in Carolina del Sud, dove a Pasqua sono state accolte 1.754 persone e le famiglie cattoliche sono cresciute di oltre il 20 per cento nell’ultimo decennio, con sei nuovi terreni già scelti per future parrocchie. Anche nel Tennessee la crescita non si ferma: l’area di Nashville aumenta di circa l’1,5 per cento all’anno, ben oltre la media nazionale, spingendo la diocesi a valutare persino l’acquisto di chiese di altre confessioni ormai vuote.

a Pasqua sono state accolte 1.754 persone e le famiglie cattoliche sono cresciute di oltre il 20 per cento nell'ultimo decennio
Nel Sud-Est degli Stati Uniti si vive un boom cattolico senza precedenti

Non basta costruire nuove chiese

I vescovi della regione concordano su un punto: alzare nuovi edifici non risolve da solo il problema. Il vescovo J. Mark Spalding, di Nashville, sottolinea che la vera sfida è coinvolgere i nuovi arrivati nella vita comunitaria, attraverso formazione, catechesi e carità, non solo la presenza passiva alla Messa. L’arcivescovo di Mobile, Mark Rivituso, aggiunge che l’obiettivo è far sì che chi viene accolto nella Veglia pasquale resti parte della parrocchia anche un anno dopo. A Charleston è in corso un piano pastorale quinquennale, Via Fidelis, partito dall’evangelizzazione e ora, nel secondo anno, dedicato alla catechesi. Il vescovo Jacques Fabre-Jeune ha scherzato dicendo che il “Bible Belt” potrebbe un giorno meritarsi il nome di “Mary Belt”. Per i presuli il vero successo non si misura dal numero di ingressi annuali, ma da quanti restano nella comunità: come riassume Hartmayer, è un “buon problema” da non dare per scontato, perché ciò che è accaduto al Nord-Est degli Stati Uniti potrebbe ripetersi anche al Sud.

Una crescita che rovescia gli equilibri consueti

La crescita dei cattolici viene di solito associata all’Africa o all’Asia, dove la Chiesa si espande più rapidamente. Le vicende di queste diocesi mostrano invece che una dinamica simile riguarda anche una parte degli Stati Uniti, in particolare il cosiddetto Bible Belt, terra storicamente protestante. Migrazioni interne, nuovi investimenti abitativi, opportunità economiche e un interesse crescente per la fede tra i giovani, compresi gli studenti universitari, rendono il Sud-Est americano uno dei luoghi più dinamici per la crescita della Chiesa cattolica nel mondo occidentale, in netto contrasto con il Nord-Est e il Midwest, alle prese da anni con chiusure e accorpamenti di parrocchie.