Papa Leone XIV, da Castel Gandolfo, rinnova l’appello alla preghiera per la pace nel mondo e ricorda i conflitti che insanguinano diversi Paesi.
Dal Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, dove trascorre il consueto periodo di riposo estivo, Papa Leone XIV ha guidato ieri la recita dell’Angelus davanti a una platea internazionale di fedeli. Il soggiorno del Pontefice, come da tradizione, non è mai un ritiro assoluto: viene interrotto da alcuni impegni pubblici e, ogni domenica, dall’appuntamento con la preghiera mariana in Piazza della Libertà. Al termine dell’Angelus, Leone XIV ha rivolto un pensiero accorato ai conflitti che insanguinano diverse aree del pianeta, chiedendo ai fedeli di non voltarsi dall’altra parte. «Non dimentichiamoci di chi soffre e muore a causa dei conflitti», ha detto, invitando a unire l’impegno per la pace alla preghiera costante.
Appello di Leone XIV per la pace nei popoli in guerra
Il monito del Papa nasce dalla volontà di richiamare la cristianità al raccoglimento, in un momento in cui l’indifferenza rischia di prevalere sulla compassione. Leone XIV ha ribadito di seguire «con apprensione» ciò che accade nei Paesi lacerati dalla guerra, un’espressione che torna spesso nei suoi interventi domenicali. Il Pontefice non si è limitato a un generico appello alla pace, ma ha chiesto un gesto concreto: la preghiera quotidiana unita all’impegno generoso di chi lavora per fermare le violenze. Un invito rivolto tanto ai presenti in piazza quanto ai fedeli collegati da ogni parte del mondo, in un giorno segnato da notizie particolarmente drammatiche sul fronte internazionale.
Le tensioni militari in Ucraina e Medio Oriente
Le parole di Leone XIV arrivano in una giornata di grave escalation su più fronti. Sul versante est-europeo, Kyiv è stata colpita da un massiccio attacco missilistico notturno sferrato dalle forze russe, mentre l’esercito ucraino ha rivendicato operazioni militari contro obiettivi russi nel Mar Nero e nel Mare d’Azov. Contemporaneamente, la tensione è salita a livelli critici in Medio Oriente: nelle ultime ore si sono registrati nuovi bombardamenti statunitensi nel sud dell’Iran, ai quali Teheran ha risposto con un attacco coordinato di missili e droni contro installazioni militari americane in Kuwait. Uno scenario che rende ancora più urgente, agli occhi del Pontefice, l’appello alla preghiera pronunciato da Castel Gandolfo.

Il saluto ai gruppi e ai pellegrini in piazza
Dopo il richiamo alla pace, Leone XIV ha dedicato spazio ai saluti ai numerosi gruppi ecclesiali presenti in Piazza della Libertà. Ha menzionato la Comunità Cenacolo di Madre Elvira, riunita a Saluzzo per la Festa della Vita, il Movimento Famiglie Nuove dei Focolari e gli studenti messicani dell’APRA Summer School. Un pensiero è andato anche alla delegazione della Catholic Worldview Fellowship. Passando all’inglese, il Papa ha salutato i giovani adulti di Regnum Christi, impegnati in un corso internazionale per formatori, e il gruppo australiano giunto per il pellegrinaggio «The Lion Pilgrimage», guidato dal vescovo ausiliare di Sydney, monsignor Anthony Percy. Non sono mancati i saluti alle famiglie assistite dalle Suore di Carità dell’Assunzione di Roma, ai ragazzi della parrocchia di San Salvatore a Gerusalemme, al Gruppo Giovanissimi di Sant’Agostino di Bovolenta e ai pellegrini dell’Accademia Liturgica di Rzeszów.
Il giro a bordo dell’auto elettrica tra i fedeli
Conclusa la preghiera, Leone XIV ha lasciato il Palazzo Apostolico per raggiungere direttamente la piazza gremita di pellegrini. Il Pontefice ha percorso lentamente la piazza a bordo di una piccola vettura elettrica, un gesto che ha permesso a centinaia di fedeli di salutarlo da vicino e di ricevere la sua benedizione. Prima di scendere tra la folla, il Papa aveva già espresso gioia per l’arrivo di pellegrini «da ogni parte del mondo», rinnovando anche la propria gratitudine agli abitanti di Castel Gandolfo per l’ospitalità ricevuta durante il periodo di riposo. Un momento semplice, che ha chiuso la mattinata all’insegna della vicinanza tra il Pontefice e la gente comune.