Nella rivista Piazza San Pietro, il Papa risponde a un fedele romano con i suoi consigli di Leone XIV per l’estate: non dimenticare chi soffre e gli anziani.
Nell’edizione di luglio-agosto 2026 della rivista Piazza San Pietro, il periodico ufficiale della Basilica Vaticana, sono arrivati i consigli di Leone XIV per l’estate. Il Papa ha risposto a una lettera di Maurizio, un fedele romano che gli aveva chiesto come vivere i mesi estivi in modo da approfondire e arricchire la propria fede, in mezzo alle distrazioni della vita quotidiana. Nella lettera, Maurizio parlava di un tempo segnato da guerre e instabilità, in un mondo “più veloce ed efficiente che mai, ma spesso superficiale e distratto”. Si chiedeva come vivere una spiritualità autentica capace di tradursi in gesti concreti d’amore verso gli altri, e voleva che le vacanze diventassero non solo riposo ma occasione per ritrovare una dimensione più profonda di sé, uno spazio autentico di incontro con Dio Padre.
I consigli di Leone XIV per l’estate di chi soffre
Nella sua risposta, Leone XIV ha voluto ricordare prima di tutto chi non riesce a godersi nemmeno un breve periodo di riposo perché schiacciato da pesi di ogni genere. “Pensiamo ai malati, a chi ha perso la speranza nella vita, a chi è oppresso dal dolore per la perdita dei propri cari, alle vittime delle guerre, dell’odio, del terrorismo e della violenza, a chi è perseguitato per la propria fede e per la giustizia, ai carcerati, a chi ha perso il lavoro o la casa, e ai migranti che non sono stati accolti con umanità”, ha scritto il Pontefice. Ha aggiunto che le vacanze devono essere per tutti uno spazio di riposo dalle occupazioni e dalle preoccupazioni, un’occasione per vivere un’amicizia genuina, quasi un anticipo della comunione del Regno di Dio.
L’invito a vivere il Vangelo della pace
Per rafforzare la propria fede, Leone XIV ha invitato tutti i cristiani a “vivere anche l’estate il Vangelo della pace e della misericordia”. Alle famiglie, ai genitori e ai figli, ai giovani e agli anziani, il Papa ha augurato che questa estate possa diventare un’occasione di esperienze sociali e religiose feconde, utile ad approfondire la missione di ciascuno nella Chiesa e nella società. Ha espresso la speranza che ai malati non manchi la vicinanza dei familiari e dei volontari, e ha rivolto un appello diretto alle famiglie: “Non lasciate soli i vostri anziani“. Ai volontari ha rivolto parole di incoraggiamento, invitandoli a impegnarsi per portare umanità e speranza a chi soffre, assicurando che ne vedranno i frutti in termini di grazia, amore e gioia.

La sobrietà evangelica come stile di vita
Il Papa ha poi richiamato l’importanza di riflettere sul privilegio di aiutare i poveri, definendolo un servizio reso a Cristo stesso, e ha chiesto di dare testimonianza della povertà evangelica. “Evitiamo gli eccessi e gli sprechi, il materialismo e il consumismo, ed educhiamoci alla semplicità e alla moderazione”, ha scritto, aggiungendo che l’accumulo di ricchezza ostacola l’evangelizzazione. Ha espresso il desiderio che le vacanze di ognuno siano coerenti con uno stile di vita cristiano, in continuità con i valori professati durante il resto dell’anno.
Un appello finale sulla pace nel mondo
A chiudere la lettera, Leone XIV ha voluto ricordare che “l’amore e la grazia di Dio ci raggiungono ogni giorno, sempre”. Ha invitato a un aiuto reciproco all’interno di ogni comunità, per non disperdere quella che ha definito un’eredità preziosa di umanità e di pace, l’unica speranza per garantire un futuro a un mondo minacciato dalla guerra. Le parole del Pontefice arrivano mentre lui stesso trascorre le vacanze estive a Castel Gandolfo, da dove il 22 luglio si è spostato per una visita al vicino santuario della Santissima Trinità.