Leone XIV ai religiosi, condividere tutto per unità

In una lettera per i 70 anni della Conference of Major Superiors of Men, Leone XIV chiede ai religiosi americani di condividere beni ed esperienze spirituali. In una lettera per i 70 anni della Conference of Major Superiors of Men, Leone XIV chiede ai religiosi americani di condividere beni ed esperienze spirituali.
Papa Leone XIV
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In una lettera per i 70 anni della Conference of Major Superiors of Men, Leone XIV chiede ai religiosi americani di condividere beni ed esperienze spirituali.

Condividere ogni cosa, dai beni materiali ai valori spirituali, fino alle azioni concrete di carità. È questo l’invito che Papa Leone XIV rivolge alla Conference of Major Superiors of Men degli Stati Uniti, in una lettera diffusa lo scorso 22 luglioper il 70° anniversario di fondazione dell’organismo. Il testo è stato letto dal nunzio apostolico Gabriele Giordano Caccia e indirizzato a padre Frank Donio, pallottino e direttore esecutivo della Conferenza, che riunisce i superiori maggiori degli istituti religiosi maschili, dei monasteri e delle società di vita apostolica presenti nel Paese. Nel messaggio il Pontefice sottolinea come la condivisione, quando è autentica, restituisca alla vita comunitaria la sua natura originaria di luogo di santificazione, capace di generare una testimonianza pubblica più solida per chi ha scelto di consacrare la propria esistenza al servizio del Vangelo.

L’assemblea di Phoenix sul tema dell’unità

La lettera arriva mentre a Phoenix, in Arizona, si svolge l’assemblea nazionale della Conferenza, aperta il 20 luglio e conclusa il 23 luglio, dedicata al tema “Uno in Cristo: la vita comunitaria oggi“. Leone XIV scrive che l’impegno nell’offrire uno spazio di dialogo e nel sostenere la leadership delle comunità aderenti ha contribuito a rafforzare la testimonianza pubblica dei consacrati. Un riconoscimento che il Papa rivolge direttamente ai religiosi riuniti in Arizona, invitandoli a proseguire su questa strada nei prossimi anni di attività dell’organismo.

Condividere beni materiali ed esperienze spirituali

Al centro della lettera di Leone XIV ai religiosi c’è la condivisione come stile di vita comunitaria. Il Papa riprende le parole già pronunciate il 18 settembre 2025 davanti ai partecipanti di capitoli generali e assemblee di varie congregazioni, quando aveva definito la vita comunitaria “luogo di santificazione e fonte di ispirazione, testimonianza e forza” per l’apostolato. Nel testo odierno ribadisce che è proprio attraverso la condivisione di ogni cosa, compresi i beni materiali, le esperienze spirituali, gli ideali apostolici e il servizio caritativo, che si manifesta in mezzo alla comunità la presenza nascosta del Signore risorto.

Il Pontefice non manca di richiamare un rischio concreto per la vita religiosa: quello degli egoismi individuali, che possono minare la comunione fraterna
Papa Leone insieme ad altri religiosi

Il monito contro gli egoismi individuali

Il Pontefice non manca di richiamare un rischio concreto per la vita religiosa: quello degli egoismi individuali, che possono minare la comunione fraterna. Lo fa riallacciandosi a quanto scritto da san Giovanni Paolo II nell’esortazione apostolica Vita consecrata, testo di riferimento per gli istituti di vita consacrata. Per Leone XIV la vigilanza su questo fronte non è un dettaglio secondario, ma una condizione perché la condivisione dei beni e delle esperienze spirituali resti autentica e non si riduca a un gesto formale privo di reale apertura verso gli altri membri della comunità.

L’augurio finale per una comunione più ampia

Nella parte conclusiva della lettera, il Papa augura che riflessione, dialogo e preghiera comune possano aprire una via di approfondimento per la comunione auspicata, sia tra i diversi istituti religiosi sia tra i singoli consacrati. Solo così, scrive, sarà possibile offrire una testimonianza “unita, gioiosa e autentica“. Un appello che si inserisce nel percorso più ampio con cui Leone XIV sta accompagnando la vita religiosa maschile negli Stati Uniti, a partire dai messaggi già rivolti nei mesi scorsi ai partecipanti di capitoli e assemblee congregazionali.