Il Papa segue con preoccupazione la crisi di Ceuta e prega Maria perché portino pace, stabilità e giustizia ai migranti coinvolti.
Dopo la recita dell’Angelus in piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha rivolto un pensiero alla drammatica situazione che si vive a Ceuta, l’enclave spagnola sulla costa nordafricana. Il Pontefice ha usato parole dirette, senza mediazioni diplomatiche, per raccontare la sua vicinanza a chi sta attraversando ore di paura e disperazione. “Seguo con preoccupazione l’allarmante situazione a Ceuta”, ha detto domenica 2 agosto, chiedendo a Dio, per intercessione di Nostra Signora d’Africa, che si trovino soluzioni di pace, stabilità e giustizia. Le sue parole arrivano a pochi giorni da un episodio che ha sconvolto l’opinione pubblica spagnola e internazionale.
La crisi di Ceuta vista da vicino
Tra il 30 e il 31 luglio un numero compreso tra 50.000 e 60.000 persone ha tentato di raggiungere il territorio spagnolo partendo dal Marocco, molte a nuoto lungo il frangiflutti di El Tarajal. Le autorità spagnole hanno confermato almeno 67 morti, in gran parte per annegamento. La città autonoma si è trovata sopraffatta dall’afflusso, tanto che le autorità hanno disposto l’installazione di nuove barriere nei pressi del valico di frontiera. Il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha parlato di “una situazione di assoluta emergenza umanitaria e sociale”, fotografando con chiarezza la gravità di quanto accaduto in poche ore.
L’appello del Papa per la pace nel mondo
Nel suo intervento Leone XIV ha allargato lo sguardo oltre Ceuta, rinnovando l’invito a pregare “perché cessino le guerre in tutto il mondo e si trovino soluzioni diplomatiche ai conflitti”. Ha chiesto di non dimenticare le vittime delle ostilità, “specialmente i più deboli e indifesi: bambini, anziani e malati”, e ha invocato il conforto del Signore per chi soffre, insieme alla benedizione per chi si dedica al soccorso e alla consolazione. Un passaggio che lega la crisi di Ceuta al quadro più ampio delle tante guerre che il Pontefice continua a richiamare quasi ogni domenica.

Il ricordo del Perdono di Assisi
Papa Leone XIV ha colto l’occasione per ricordare anche il Perdono di Assisi, l’indulgenza plenaria legata alla Porziuncola, la piccola chiesa cara a San Francesco. Il Poverello di Assisi ottenne questo dono da Papa Onorio III nel 1216, dopo una visione di Gesù e Maria circondati da angeli avuta proprio mentre pregava nella Porziuncola. Il Pontefice ha invitato i fedeli a vivere questo momento di grazia, disponibile in questi giorni, come occasione di conversione e di vicinanza a chi è nel bisogno.
Un invito concreto alla carità
Accanto alla preghiera, Leone XIV ha rivolto ai cattolici un invito molto pratico: testimoniare l’Eucaristia anche nei gesti quotidiani, benedicendo i pasti e condividendo quello che si ha con chi si trova in difficoltà. Un richiamo che, nel giorno stesso in cui si parla della tragedia di Ceuta, assume un peso particolare: la fede non si esaurisce nella preghiera domenicale, ma si misura nella capacità di farsi prossimi a chi bussa alla porta, che sia un migrante in fuga o un vicino di casa in difficoltà.