A Medjugorje il 37° Mladifest si è concluso ieri con la messa all’alba sul Križevac, celebrata da fra Zvonimir Pavičić per migliaia di giovani.
Prima di tornare “nel mondo, nei propri Paesi, nelle proprie famiglie e comunità parrocchiali”, come li ha esortati il vescovo di Mostar-Duvno Petar Palić, molti giovani hanno voluto vivere un ultimo momento insieme sul Križevac, il monte della Croce che sovrasta Medjugorje. Per tutta la notte i pellegrini sono saliti su quello che chiamano il loro “Tabor”, in attesa della messa delle cinque del mattino, celebrata nel giorno della festa della Trasfigurazione del Signore. Con quella liturgia si è chiuso ufficialmente il 37° Mladifest, il festival internazionale di preghiera dei giovani iniziato il 1° agosto a Medjugorje. A presiedere l’eucaristia sulla cima del monte è stato il parroco di Medjugorje, fra Zvonimir Pavičić, davanti a migliaia di ragazzi arrivati da ogni parte del mondo.
Un’alba di preghiera sul monte della Croce
Il cammino verso la vetta è iniziato al buio, tra canti e preghiere recitate a bassa voce lungo il sentiero di pietra. Centinaia di gruppi provenienti da diverse nazioni si sono ritrovati sul Križevac prima dell’alba, per accogliere insieme il sorgere del sole nel giorno della Trasfigurazione. La messa delle cinque del mattino ha segnato il momento culminante di un pellegrinaggio notturno che a Medjugorje si ripete ogni anno alla fine del Mladifest. Sul monte, tra le prime luci del giorno, i giovani hanno pregato in silenzio prima dell’inizio della celebrazione eucaristica presieduta da fra Zvonimir Pavičić.
L’omelia di fra Zvonimir Pavičić sulla Trasfigurazione
Nella sua omelia, il parroco di Medjugorje ha richiamato l’episodio evangelico in cui Gesù condusse con sé Pietro, Giacomo e Giovanni su un monte e si trasfigurò davanti a loro. Fra Zvonimir ha osservato che anche sul Križevac, negli anni, molti pellegrini hanno vissuto una propria trasformazione interiore, aprendo il cuore a Cristo. Ha ricordato che Gesù “li ha trasformati in uomini nuovi”, sottolineando come l’incontro con lui cambi la vita di chi gli si affida. Il sacerdote ha poi invitato i giovani a lasciarsi rendere veri cristiani, capaci di cercare sempre Gesù e di vivere con lui.

Il tema del Mladifest: tornare alla sorgente
L’edizione 2026 del festival si è svolta sul motto “Ad fontem! Al fonte!”, e proprio a quella sorgente i giovani sono tornati nei giorni vissuti a Medjugorje: sante messe, adorazione eucaristica, catechesi e testimonianze si sono susseguite fino alla conclusione sul Križevac. Fra Zvonimir ha ricordato i giorni trascorsi accanto a Gesù, nella preghiera, nel canto e nell’eucaristia, invitando i giovani a non lasciare che quell’esperienza svanisca una volta tornati a casa. Ha esortato tutti a portare con sé ciò che hanno ricevuto, perché possa trasformare, attraverso di loro, anche il mondo che li circonda.
Settantatré Paesi rappresentati, appuntamento al 2027
Al termine della messa, con il sole ormai alto sul Križevac, i giovani hanno lasciato il monte per fare ritorno nei 73 Paesida cui erano arrivati per questa edizione del Mladifest. Fra Zvonimir ha invitato tutti a non dimenticare quei giorni e quei momenti vissuti insieme, ricordando che la vicinanza di Dio rende sempre migliori. Ha affidato i partecipanti all’intercessione della Regina della pace, perché li accompagni e li aiuti a restare ai piedi di Gesù. L’appuntamento è già fissato: il 38° Mladifest si terrà a Medjugorje dal 27 al 31 luglio 2027, sul tema “E la pace di Cristo regni nei vostri cuori” (Col 3,15).