Palić al Mladifest 2026: la grazia di Cristo non si ferma

A Medjugorje, al Mladifest 2026, il vescovo Petar Palić ha ricordato ai giovani che Cristo è la sorgente e la sua grazia non smette mai di scorrere. A Medjugorje, al Mladifest 2026, il vescovo Petar Palić ha ricordato ai giovani che Cristo è la sorgente e la sua grazia non smette mai di scorrere.
Al centro, Il vescovo Petar Palić durante l'omelia al Mladifest 2026 a Medjugorje
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A Medjugorje, al Mladifest 2026, il vescovo Petar Palić ha ricordato ai giovani che Cristo è la sorgente e la sua grazia non smette mai di scorrere.

Mercoledì 5 agosto 2026, ultima sera del Mladifest 2026, la messa a Medjugorje è stata presieduta dal vescovo di Mostar-Duvno e amministratore apostolico di Trebinje-Mrkan, mons. Petar Palić. Con lui hanno concelebrato l’arcivescovo Aldo Cavalli, visitatore apostolico con ruolo speciale per la parrocchia di Medjugorje, e altri 689 tra vescovi e sacerdoti. Prima della celebrazione, i giovani hanno portato all’altare un telo su cui i partecipanti del Mladifest avevano scritto preghiere, intenzioni e ringraziamenti. Nell’omelia, il vescovo Palić ha invitato tutti ad aprire il cuore alla Parola di Dio, ricordando che questi giorni di preghiera non sono una conclusione, ma una chiave per il cammino che continua.

L’omelia di Palić tra il profeta Geremia e la Cananea

Il vescovo ha richiamato le parole del profeta Geremia, che da secoli accompagnano il popolo di Dio, quelle dell’amore eterno con cui Dio ama i suoi figli. Con questo pensiero, ha invitato i giovani ad ascoltare anche il Vangelo del giorno, che racconta l’incontro tra Gesù e la donna Cananea. Secondo Palić, Gesù non si è fermato alle parole della donna, ma ha guardato dentro il suo cuore, riconoscendo una fede che non ha vacillato né nel silenzio né nella prova. Per questo, ha spiegato il vescovo, la Cananea resta testimone che il Signore non lascia mai senza risposta chi gli si accosta con fiducia. Proprio in questo incontro, ha aggiunto, si legano la Parola di Dio del giorno e il motto scelto per l’edizione 2026 del festival, Ad fontem, cioè verso la sorgente.

Il tema Ad fontem e la centralità dell’Eucaristia

Per Palić, la sorgente a cui guardare ha un volto preciso, quello di Gesù Cristo. Ha spiegato che la Chiesa si raduna sempre attorno alla mensa eucaristica, perché è lì che Cristo dona se stesso e resta in mezzo al suo popolo. Il vescovo ha ricordato anche la presenza della Vergine Maria, che lungo il cammino indica sempre il Figlio e ripete l’invito «Fate quello che vi dirà». Ha citato inoltre san Francesco d’Assisi, che dall’incontro con Cristo nell’Eucaristia traeva la forza per la propria vita e missione, senza cercare segni straordinari, perché gli bastava la presenza reale del Signore nel pane consacrato.

Nella parte finale dell'omelia, il vescovo ha collegato la riflessione al Giorno della vittoria e della gratitudine per la patria, celebrato lo stesso giorno in Croazia
37° Festival dei Giovani – Mladifest 2026, Medjugorje

Il ricordo della guerra e l’appello alla pace

Nella parte finale dell’omelia, il vescovo ha collegato la riflessione al Giorno della vittoria e della gratitudine per la patria, celebrato lo stesso giorno in Croazia. Ha ricordato non solo i difensori croati, ma anche le tante persone della Bosnia ed Erzegovina che, negli anni difficili della guerra, hanno difeso la Croazia, così come i croati che hanno protetto case e vite in Bosnia ed Erzegovina. Ha sottolineato che quel sacrificio non chiede di vivere ancorati al ricordo del conflitto, ma di costruire la pace con maggiore responsabilità. Rivolgendosi ai giovani provenienti da terre segnate dalla guerra o ancora nell’ombra di conflitti, Palić ha invitato a non lasciare spazio all’odio nel cuore, richiamando un pensiero di Papa Leone XIV, secondo cui la pace nasce nel cuore dell’uomo che si lascia cambiare da Cristo.

La chiusura del Mladifest 2026 tra rosari e testimonianze

Dopo la messa si è tenuta l’adorazione eucaristica, seguita dal momento dell’invio e del congedo. I rappresentanti di tutti i Paesi presenti al Mladifest hanno ricevuto in dono una corona del rosario, consegnata dai vescovi Palić e Cavalli. Il parroco di Medjugorje, fra Zvonimir Pavičić, ha invitato i giovani a diventare evangelizzatori nelle proprie famiglie e comunità. Il programma pomeridiano era iniziato alle 16 con canti e balli della comunità Cenacolo, le cui testimonianze hanno raccontato la liberazione da dipendenze e traumi grazie all’amore della Madonna. In mattinata, fra Bojan Rizvanaveva tenuto la catechesi sull’amore di san Francesco per Cristo e Maria, mentre suor Mariana Kovačić, delle Missionarie della Carità, aveva incoraggiato i giovani a non temere di dire il proprio sì a Gesù. Draženka Čutura ha condiviso la testimonianza sul figlio Stjepan, la cui malattia e la cui morte sono diventate per molti un’occasione di ritorno a Dio. Il vescovo ha chiuso l’omelia augurando che anche oggi il Signore possa dire a ciascuno le parole rivolte alla donna Cananea: «Grande è la tua fede».