All’Angelus di domenica il Papa rinnova l’appello per la pace in Sudan e Ucraina, chiedendo corridoi umanitari e rispetto del diritto internazionale.
Nell’Angelus di domenica 9 agosto, Papa Leone XIV è tornato a parlare delle guerre che insanguinano il mondo, con un pensiero rivolto prima di tutto al Sudan e all’Ucraina. Dalla loggia di San Pietro il Pontefice ha ricordato la situazione a el-Obeid, città sotto assedio da mesi, dove più di 500.000 persone restano senza beni di prima necessità. “Continuo a seguire con preoccupazione la tragica situazione in Sudan, specialmente nella città di el-Obeid”, ha detto Leone XIV in inglese al termine della preghiera mariana. Il Papa ha rinnovato l’appello alle autorità perché garantiscano corridoi umanitari per la popolazione civile, in un contesto segnato da combattimenti che non accennano a fermarsi.
La crisi umanitaria a el-Obeid
La situazione nella regione resta drammatica. Da mesi la città di el-Obeid è teatro di scontri tra le Rapid Support Forces (RSF) e le Forze Armate Sudanesi (SAF), che ne controllano il territorio. Il conflitto ha assunto forme sempre più brutali, con l’uso di droni, episodi di violenza sessuale e la fame usata come arma di guerra. Le organizzazioni umanitarie denunciano da tempo l’assenza di vie sicure per portare soccorsi alla popolazione intrappolata. L’appello di Leone XIV si inserisce in questo scenario, chiedendo che venga garantito l’accesso a cibo, acqua e cure mediche per centinaia di migliaia di civili.
L’escalation della guerra in Ucraina e Sudan
Il Pontefice ha poi rivolto lo sguardo alla guerra tra Russia e Ucraina, segnata da un’ulteriore intensificazione degli attacchi. “Questi episodi si susseguono, anzi si moltiplicano, provocando un numero sempre crescente di vittime civili, tra cui bambini”, ha denunciato Leone XIV. Di fronte a questo scenario, il Papa ha rinnovato l’invito al rispetto del diritto umanitario internazionale, chiedendo a entrambe le parti di cessare gli attacchi contro obiettivi civili. “La guerra genera solo altra guerra e provoca sofferenze immense”, ha aggiunto, ribadendo un concetto che ripete da mesi davanti ai fedeli riuniti in Piazza San Pietro.

Gesù che cammina sulle acque, il Vangelo della domenica
Nella catechesi che ha preceduto la preghiera mariana, Leone XIV ha commentato il brano evangelico di Gesù che cammina sulle acque incontro ai discepoli. Il Papa ha spiegato che quell’episodio segna una trasformazione profonda per gli apostoli, spaventati dalla tempesta e poi rassicurati dalla presenza del Signore. Ha invitato i fedeli ad accogliere Dio con umiltà nella propria vita, attraverso la preghiera e i sacramenti, senza lasciarsi sopraffare dallo sconforto nei momenti difficili, proprio come accaduto ai discepoli sul lago di Galilea.
L’invito a non lasciarsi abbandonare dalla paura
Chiudendo la sua riflessione, Leone XIV ha lasciato ai presenti un messaggio di fiducia, valido tanto per le guerre appena richiamate quanto per le prove quotidiane di ciascuno. “Qualunque siano le circostanze, Gesù non ci abbandona, e se lo accogliamo umilmente nella barca della nostra vita, attraverso la preghiera, i sacramenti e l’ascolto della sua Parola, in lui troveremo pace, luce e forza per il nostro cammino”, ha detto il Pontefice. Le parole arrivano mentre la Chiesa continua a seguire con apprensione le vicende di Sudan e Ucraina, due fronti che il Papa non manca di ricordare a ogni occasione pubblica.