Nell’editoriale di Vatican News, Massimiliano Menichetti scrive che l’aborto non è mai una vera scelta, ma imposizione mascherata da cura.
Un’immagine arrivata dalla Colombia e una legge firmata negli Stati Uniti raccontano, nello stesso editoriale di Vatican News, due modi opposti di guardare alla vita. A scriverne è Massimiliano Menichetti, che nel suo intervento sostiene una tesi netta: l’aborto non è mai una vera scelta. Il testo parte dal terremoto di magnitudo 7.4 che ha colpito Cali, in Colombia, dove un edificio di cinque piani è crollato nel quartiere Ciudad. Tra le macerie una madre ha protetto con il proprio corpo il figlio neonato: entrambi sono stati estratti vivi. Da quella scena l’editoriale si sposta negli Stati Uniti, in Massachusetts, dove una nuova legge ha eliminato un limite fino a quel momento fissato per l’interruzione di gravidanza.
La legge del Massachusetts e i dieci Stati senza limiti
Nel Massachusetts è stato firmato il “Prioritizing Patient Access to Care Act”, la norma che cancella il limite della ventiquattresima settimana per l’interruzione volontaria di gravidanza e lascia maggiore discrezionalità al giudizio del medico. Menichetti osserva che dentro questa legge compare la parola “cura”, eppure qui diventa sinonimo di morte. Con questo provvedimento salgono a dieci gli Stati americani privi di limiti generali per l’aborto, un dato che l’editoriale definisce l’espressione di una tendenza più ampia.
Lussemburgo e Regno Unito, altri due passi nella stessa direzione
L’editoriale cita anche l’Europa. Nel corso di quest’anno il Lussemburgo ha inserito nella propria Costituzione la libertà di ricorrere all’aborto, diventando il secondo Paese dopo la Francia ad avere un riferimento esplicito in tal senso nella propria Carta fondamentale. Il Regno Unito, dal canto suo, lo ha depenalizzato se effettuato fuori dal quadro normativo previsto. Per Menichetti si tratta di passi che si muovono, come scrive, nel “silenzio del politicamente corretto” o nello scontro ideologico, ma sempre nella stessa direzione.

Una scelta che secondo l’editoriale non è mai reale
Il cuore dell’editoriale riguarda il concetto stesso di scelta. Nella quasi totalità dei Paesi che permettono l’interruzione di gravidanza esistono norme pensate per prevenire il ricorso all’aborto, attraverso assistenza, cura e sostegno alla donna. Menichetti sottolinea che queste misure restano quasi sempre inapplicate, perché più onerose rispetto alla via più rapida. Una vera scelta, si legge nel testo, richiederebbe percorsi di sostegno psicologico, economico e spirituale, ma questo comporta un costo che raramente viene messo davvero in campo.
Il senso di uno Stato che si prende cura dei suoi cittadini
L’editoriale si chiude tornando all’immagine iniziale della Colombia. Per Menichetti uno Stato dimostra lungimiranza quando garantisce pace, uguaglianza, diritto di espressione e tutela della vita, mentre una società matura è quella capace di riconoscere, aiutare e accompagnare l’altro. In questa prospettiva, scrive l’autore, l’aborto diventa il punto in cui si misura la differenza tra distorsione e verità: nascondere la sofferenza oppure scegliere di farsi carico di chi si trova in una situazione senza apparenti vie d’uscita, fino a muoversi tra le macerie pur di salvare una vita.