A Genazzano l’affresco che aspetta l’arrivo di Leone XIV

A Genazzano un riquadro nella cappella della Madonna attende Leone XIV: il 7 settembre il Papa arriverà per benedire l'affresco che lo raffigura. A Genazzano un riquadro nella cappella della Madonna attende Leone XIV: il 7 settembre il Papa arriverà per benedire l'affresco che lo raffigura.
Leone XIV in Vaticano durante una celebrazione
Canale WhatsApp Iscriviti subito!
Canale Telegram Iscriviti subito!

A Genazzano un riquadro nella cappella della Madonna attende Leone XIV: il 7 settembre il Papa arriverà per benedire l’affresco che lo raffigura.

Nella cappella della Madonna del santuario di Genazzano, accanto ai quattro Pontefici già dipinti, un riquadro in alto a destra era rimasto vuoto per anni. “Il prossimo Papa che verrà lo metteremo lì”, ripeteva padre Ludovico Centra, priore e parroco del santuario della Madre del Buon Consiglio. Quel vuoto sarà colmato lunedì 7 settembre, quando Leone XIV arriverà nel borgo prenestino per celebrare la messa alle 18, nella vigilia della Natività di Maria, e benedire l’affresco che lo raffigura davanti all’effige mariana. La notizia non ha colto la comunità di sorpresa: quando fu decisa l’opera, il Papa aveva già manifestato il desiderio di tornare. “La Provvidenza ha voluto che fosse un Pontefice agostiniano, uno dei nostri, devoto alla Madre del Buon Consiglio”, racconta p. Centra.

Un’attesa costruita su trent’anni di visite

Il rettore, per scelta, non ha ancora visto l’opera che lo ritrae. “Non ho voluto vederla. Se deve essere una sorpresa, che lo sia fino in fondo“, confida, sapendo solo che il Papa vi è raffigurato in ginocchio. La scelta finale è stata di Leone XIVstesso, che in una telefonata chiese come procedevano i lavori: “Una volta il Papa mi ha chiamato e mi ha chiesto: ‘Come va l’affresco?’. Gli ho spiegato che c’erano state Pasqua e la festa della Madonna, e l’ho pregato di stare tranquillo: avremmo cominciato subito dopo. E lui: ‘Fammi sapere quando è finito, perché voglio venire a vederlo'”. In convento si immaginava un passaggio informale, da Castel Gandolfo: è maturata invece una visita ufficiale. Il legame viene da lontano, dall’ingresso in convento a Chicago fino ai dodici anni alla guida dell’Ordine di Sant’Agostino: “Qualcuno ha calcolato che sia venuto qui circa trenta volte“, osserva p. Centra.

Dall’elezione ai viaggi apostolici, un filo che non si spezza

Quella strada l’ha ripercorsa nei momenti decisivi: dopo le due elezioni a priore generale, la consacrazione episcopale, la creazione a cardinale. Il 10 maggio 2025, a quarantott’ore dall’elezione, la prima uscita del pontificato è stata davanti all’icona: Leone XIV recitò la preghiera di Giovanni Paolo II, spiegando di trovarsi lì “in questi primi giorni del nuovo Ministero che la Chiesa mi ha consegnato”. Da allora l’immagine della Madre del Buon Consiglio vola con lui: dal viaggio inaugurale in Turchia e Libano, nel novembre 2025, resta al suo fianco nei successivi. “Per noi agostiniani dice ancora di più, perché tiene alla sua identità agostiniana”, aggiunge il priore.

Il santuario, elevato a basilica minore da Leone XIII nel 1903, si affaccia su una piazza stretta, dentro un dedalo di vicoli poco adatto a grandi afflussi. "Il mio servizio è custodire, accogliere e onorare la Madre del Buon Consiglio"
Basilica di Genazzano con l’affresco dei Pontefici nella cappella della Madonna

Un paese stretto chiamato a organizzarsi in fretta

Il santuario, elevato a basilica minore da Leone XIII nel 1903, si affaccia su una piazza stretta, dentro un dedalo di vicoli poco adatto a grandi afflussi. “Il mio servizio è custodire, accogliere e onorare la Madre del Buon Consiglio”, spiega p. Centra, che descrive l’appuntamento come “una grande grazia, una grande carità che la Madonna ci fa”. Restano i nodi pratici: “Sono tante cose da organizzare in pochi giorni, e deve ancora arrivare tutto ciò che riguarda la sicurezza”, ammette il parroco. Servirà un criterio per gli ingressi, coinvolgendo le realtà del paese e la diocesi di Tivoli e Palestrina. È stato chiesto anche un percorso in papamobile, come già nel 2025.

“Il Papa non è un addobbo, ma un impegno”

Ai sindaci vicini, che telefonano scherzando sulla fortuna di Genazzano, p. Centra risponde con un pensiero che guida anche i confratelli: “Il Papa non è una palla dell’albero di Natale, non è un addobbo. Il Papa è un impegno”. Da qui l’indicazione ai religiosi: non accalcarsi, farsi da parte durante la visita. Il priore lo ribadisce senza mezzi termini: “Non possiamo privatizzare il Papa. Non è mai stato ‘il mio amico’, anche se tra noi c’è un bellissimo rapporto. È un mio confratello, ma oggi è il Papa. E il Papa è della Chiesa e per la Chiesa”. Un monito che accompagna Genazzano fino al 7 settembre, quando il riquadro vuoto troverà il suo volto.