Il Papa e l’acqua: la nuova intenzione di preghiera per settembre

Nel video di settembre 2026 Leone XIV chiede di pregare per l'acqua, diritto universale negato a 2,1 miliardi di persone nel mondo. Nel video di settembre 2026 Leone XIV chiede di pregare per l'acqua, diritto universale negato a 2,1 miliardi di persone nel mondo.
Intenzione di preghiera mensile dedicata all'acqua
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Nel video di settembre 2026 Leone XIV chiede di pregare per l’acqua, diritto universale negato a 2,1 miliardi di persone nel mondo.

In occasione del 1° settembre 2026, giorno di apertura del Tempo ecumenico del Creato, Leone XIV ha dedicato la sua intenzione di preghiera mensile all’acqua. Nel video diffuso lo stesso giorno, il Papa descrive l’acqua come fonte di fecondità, freschezza e speranza, ma anche come risorsa rara o inaccessibile per milioni di persone nel mondo. Leone XIV invita a riconoscere nell’acqua un dono universale, un diritto senza frontiere, da custodire con giustizia e responsabilità. Nella sua preghiera rende grazie al Signore della Vita per l’acqua, presentata anche come simbolo della grazia e dell’amore che rinnova la vita del credente attraverso il battesimo.

Un’acqua trasformata in merce

Nel video, il Papa denuncia come l’acqua sia spesso trasformata in merce, mentre manca a moltissimi esseri umani sulla Terra. Questa mancanza, spiega Leone XIV, diventa causa di sofferenza per tanti fratelli e sorelle che non hanno acqua pulita, che percorrono chilometri per trovarne e che si ammalano a causa della sua scarsità. Le parole del Papa collegano così una condizione quotidiana di disagio, vissuta da intere comunità in diverse parti del mondo, a una riflessione più ampia sulla giustizia nell’uso delle risorse comuni e sulla responsabilità di chi ne ha in abbondanza verso chi ne è privo.

I dati sull’accesso all’acqua nel mondo

Secondo i dati dell’OMS e dell’UNICEF pubblicati nell’agosto 2025, richiamati nella riflessione legata all’intenzione di preghiera, 2,1 miliardi di persone non hanno ancora accesso a un’acqua potabile gestita in condizioni di sicurezza, mentre 106 milioni dipendono direttamente da fiumi, laghi o altre acque di superficie non trattate. Nonostante i progressi realizzati negli ultimi anni, il ritmo attuale resta insufficiente per raggiungere l’accesso universale all’acqua potabile entro il 2030, obiettivo fissato a livello internazionale. Sono numeri che, secondo quanto emerge dal messaggio del Papa, restituiscono la dimensione concreta di una disuguaglianza che tocca la vita quotidiana di intere popolazioni.

Secondo i dati dell'OMS e dell'UNICEF pubblicati nell'agosto 2025, richiamati nella riflessione legata all'intenzione di preghiera, 2,1 miliardi di persone non hanno ancora accesso a un'acqua potabile gestita in condizioni di sicurezza
persona attinge acqua da una fonte in una zona colpita dalla scarsità idrica

Il Tempo ecumenico del Creato e il legame con il 2025

La scelta di questa intenzione si inserisce nel Tempo ecumenico del Creato, che si apre il 1° settembre, Giornata mondiale di preghiera per la salvaguardia del Creato, e si conclude il 4 ottobre, festa di san Francesco. Non è la prima volta che Leone XIV lega la sua intenzione mensile a questo periodo liturgico: nel settembre 2025 aveva già dedicato la preghiera al rapporto dell’umanità con il creato, un tema di cui l’attenzione all’acqua rappresenta ora una prosecuzione più specifica e concreta.

L’invito a diventare pellegrini dell’essenziale

Ogni fedele, spiega il Papa, è chiamato a prendersi le proprie responsabilità per diventare pellegrino dell’essenziale, capace di vivere con sobrietà, di denunciare lo spreco e l’inquinamento e di difendere il diritto di ciascuno a bere senza paura e senza disuguaglianza. Leone XIV invita a guardare con gli occhi di Dio chi percorre chilometri per ottenere acqua pulita, trasformando questo sguardo in gesti concreti di sobrietà, cura e solidarietà. Un appello che si rivolge tanto ai singoli fedeli quanto alle comunità cristiane impegnate nella custodia del creato e nella difesa dei più fragili.