Sonia Ibarra racconta come la sua conversione a 18 anni abbia dato alla Chiesa sei sacerdoti e due religiose tra i suoi dodici figli.
Sonia Llauró de Ibarra si è sposata a 18 anni e, nei primi anni di matrimonio, ha vissuto una profonda conversione spirituale. Oggi è madre di dodici figli: sei dei suoi figli maschi sono diventati sacerdoti, due figlie si sono consacrate a Dio, tre figli si sono sposati e una figlia è morta durante l’infanzia. Sonia racconta di non riuscire a spiegare fino in fondo quanto la sua famiglia abbia ricevuto per aver riposto fiducia in Dio.
Tutto è iniziato con la sua conversione
Sonia è nata a Buenos Aires, in Argentina, in una famiglia cattolica che però non viveva la fede in modo particolarmente attivo. A 18 anni ha sposato Diego. Il momento decisivo della sua vita arrivò poco dopo le nozze, quando partecipò a un ritiro ignaziano: da allora la sua vita cambiò. Da quel momento fa un ritiro spirituale ogni anno, descrivendolo come un mezzo importante di conversione e un modo per riempirsi spiritualmente prima di potersi donare ai propri figli. «Se una persona non si riempie di Dio, non può dare nulla», dice Sonia.
La preghiera quotidiana in famiglia
La famiglia Ibarra recitava insieme il rosario e adorava il Santissimo Sacramento. Sonia ammette che non è sempre stato facile, perché i bambini a volte erano irrequieti, ma è rimasta convinta che fosse necessario condurli fin da piccoli davanti a Gesù nell’Eucaristia. I frutti sono stati sorprendenti: sei figli sono diventati sacerdoti e due figlie religiose. Oggi svolgono il loro servizio in diverse parti del mondo: uno studia a Roma, due sono rettori di seminari negli Stati Uniti, altri sono missionari in Bolivia, nelle Filippine e in Polonia. Padre Bernardo Ibarra, della congregazione dei verbiti, presta servizio nel santuario di san Giovanni Paolo II a Cracovia e studia scienze della famiglia. Sonia non parla dei suoi figli come di un proprio merito, ma sottolinea sempre l’azione di Dio nelle loro vite.

Il messaggio di Sonia alle madri
Per questo Sonia ha un messaggio rivolto ai genitori che notano nei propri figli segni di una vocazione alla vita consacrata. Se Dio li chiama a consacrarsi a lui come sacerdoti o religiose, spiega, lo fa perché siano felici e diventino grandi santi, mai per renderli infelici. Molti genitori temono che il proprio figlio non sia adatto al seminario o alla vita religiosa, perché magari troppo vivace, disordinato o distratto. Sonia comprende questi timori, ma ricorda che Dio non cerca figli perfetti: se così fosse, dice, nessuno dei suoi figli sarebbe stato chiamato. Per questo consiglia ai genitori di non spegnere le piccole «fiamme» che notano nei figli e di affidarli con fiducia a Dio quando manifestano il desiderio di entrare in seminario.
Dall’esperienza familiare nasce un’iniziativa di preghiera
Sonia non ha tenuto per sé la propria esperienza. Venuta a conoscenza della storia di Lu Monferrato, il paese italiano dove dalla preghiera delle famiglie è nato un numero straordinario di vocazioni sacerdotali, si è unita ad altre madri con figli sacerdoti o religiose in un’iniziativa di preghiera per nuove vocazioni. È nata così l’iniziativa delle 40 ore di adorazione per la santità dei sacerdoti e la crescita delle vocazioni, che Sonia e il gruppo di donne portano avanti da 12 anni e che si è diffusa anche in altri Paesi. Ogni mese, il 14, il 15 e il 16, si svolgono le 40 ore di adorazione, a cui le donne possono partecipare per una o più ore, offrendo il proprio tempo di preghiera per la santità dei sacerdoti e per le nuove vocazioni. Sonia ricorda infine le parole di san Giovanni Paolo II sulla maternità come missione di collaborazione con Cristo nella salvezza degli uomini: «La nostra maternità non riguarda solo la nostra famiglia, ma il mondo intero».