Nel libro Primi passi nella preghiera, il cardinale Lustiger offre cinque consigli semplici per iniziare a pregare e vivere alla presenza di Dio.
Come si muovono i primi passi nella preghiera quando si è appena scoperta la fede? Nel libro Premiers pas dans la prière, il cardinale Jean-Marie Lustiger, arcivescovo di Parigi vissuto tra il 1926 e il 2007, offre alcuni punti di riferimento semplici per imparare a vivere gradualmente alla presenza di Dio. I suoi consigli, pensati per chi si avvicina da poco alla fede, restano utili anche per chi prega da tempo.
Il primo insegnamento riguarda la costanza: pregare ogni giorno, perché l’uomo è un essere di ritmi e di abitudini, e la fedeltà alla preghiera permette di scoprire poco a poco la vita nuova promessa da Cristo nei Vangeli. Il cardinale invita inoltre a ritirarsi, almeno con un movimento interiore, in un luogo segreto, dove parlare a Dio senza maschere e al riparo dal giudizio altrui.
L’unione con Dio al mattino e alla sera
Il cardinale Lustiger propone poi di vivere la giornata in unione con Cristo, distinguendo il momento del mattino da quello della sera. Al risveglio si può dedicare un momento per accogliere l’esistenza come un dono rinnovato da Dio, rendendo grazie per il nuovo giorno e chiedendo alla Santa Trinità il suo aiuto lungo tutte le ore che seguiranno.
La sera, invece, si tratta di rimettere il proprio spirito nelle mani del Padre, associandosi all’abbandono di Cristo raccontato nel Vangelo di Luca. Ogni mattina e ogni sera diventano così due appuntamenti fissi con Dio, capaci di orientare in modo nuovo l’intera giornata del credente.
Il segno della croce, la preghiera più semplice
Un altro punto centrale del libro riguarda il segno della croce, gesto che ogni battezzato compie fin dall’infanzia ma che spesso non coglie nella sua piena profondità. Attraverso questo gesto si ricorda il sacrificio di Cristo per la salvezza, l’appartenenza al popolo cristiano e il proprio battesimo, quando per la prima volta si è ricevuto il segno sul corpo.
Pronunciando le parole “Nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo”, il cristiano segna l’inizio della giornata ricordando la propria vocazione a vivere sotto lo sguardo della Santa Trinità. Il cardinale sottolinea come questo gesto, se meditato, diventi una vera preghiera capace di ricordare in pochi secondi chi è il proprio Dio.

Nutrire l’anima e scandire la giornata
Il cardinale Lustiger consiglia anche di alimentare l’immaginazione e la sensibilità per trovare le parole della preghiera. La lettura dei testi ascoltati alla domenica e la loro meditazione durante la settimana costituiscono un primo passo utile, insieme all’apprendimento a memoria dei salmi o almeno di alcuni versetti, pratica a cui il cardinale, di origine ebraica, era particolarmente legato. Questa materia biblica, spiega il libro, diventa una riserva interiore a cui attingere nei momenti di tensione o durante una passeggiata contemplativa, continuando a portare frutto anche quando non se ne ha più consapevolezza. Il credente che ha già sperimentato la preghiera del mattino e della sera può infine imparare a scandire l’intera giornata con brevi slanci del cuore rivolti a Dio, secondo l’espressione cara a santa Teresa di Lisieux.
Bastano pochi istanti, all’inizio di un tragitto, prima di un pasto o durante la pausa pranzo, per rivolgersi al Signore. Alla sera, durante l’esame di coscienza, si può ripercorrere sotto lo sguardo di Dio la giornata trascorsa. Queste brevi orazioni diventano punti di riferimento capaci di rinnovare la fiducia in Dio, fino a rendere preghiera l’intera esistenza.