Andrea Bocelli e quella gravidanza che i medici sconsigliarono

La sedicesima Manifestazione per la vita ha sfilato sabato a Roma con migliaia di persone, testimonianze toccanti e la lettera inattesa di Andrea Bocelli. La sedicesima Manifestazione per la vita ha sfilato sabato a Roma con migliaia di persone, testimonianze toccanti e la lettera inattesa di Andrea Bocelli.
Il tenore Andrea Bocelli
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La sedicesima Manifestazione per la vita ha sfilato sabato a Roma con migliaia di persone, testimonianze toccanti e la lettera inattesa di Andrea Bocelli.

Sotto un sole implacabile, sabato 14 giugno Roma ha ospitato la sedicesima edizione della Manifestazione nazionale per la vita. Migliaia di persone hanno percorso le strade della capitale per testimoniare, proteggere e promuovere la sacralità della vita umana innocente «dal concepimento alla morte naturale». L’evento, articolato in tre momenti distinti, è stato condotto da Maria Rachele Ruiu, portavoce di Pro Vita e Famiglia. Un pomeriggio intenso, ben organizzato, capace di mescolare il calore della folla con interventi di grande peso morale.

Dal primo palco le voci dei “sopravvissuti”

In piazza della Repubblica, intorno alle 14:30, si sono succeduti brevi interventi di medici, attivisti, scrittori e militanti del mondo pro-life. A chiudere questa prima fase, i saluti fraterni della giovane delegata della Marche pour la viefrancese. Le testimonianze più toccanti sono state però quelle di alcuni italiani che si possono definire, senza retorica, “sopravvissuti”: persone scampate all’aborto terapeutico che i medici avevano proposto alle loro madri, le quali avevano scelto di non seguire quel consiglio. Storie ordinarie di coraggio, raccontate in poche parole, capaci di fermare il respiro.

Il corteo: famiglie, giovani e i tamburi delle Voci del Verbo

A seguire è partito il corteo vero e proprio, coloratissimo e rumoroso come da tradizione, popolato da famiglie, bambini e gruppi ecclesiali di ogni provenienza. Tra tutti, ha colpito il gruppo “arancione” formato dai giovani delle Voci del Verbo, raggruppamento laicale dell’Istituto del Verbo Incarnato, che con tamburi, slogan e canti ha animato la marcia con un’energia contagiosa. Non un corteo di protesta, ma una festa — nei limiti di ciò che il tema consente — capace di comunicare gioia e convinzione insieme.

Mons. Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-San Remo, ha raccontato la sua iniziativa delle Campane per la vita, che suonano ogni sera in difesa dei nascituri. Massimo Gandolfini, voce storica del movimento pro-life, ha letto diverse testimonianze raccolte per l'occasione. Il messaggio del presidente della Camera Lorenzo Fontana ha ribadito l'impegno a rafforzare il sostegno alla maternità e a rendere più accessibile la rete dei servizi socio-sanitari, per alleviare il carico che «ancora grava in larga parte sulle famiglie» italiane.
La manifestazione pro-vita di sabato 13 giugno a Roma

A piazza San Giovanni tra musica e interventi istituzionali

La manifestazione si è conclusa a piazza San Giovanni con il concerto della rock band The Sun alternato a interventi più articolati. Mons. Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia-San Remo, ha raccontato la sua iniziativa delle Campane per la vita, che suonano ogni sera in difesa dei nascituri. Massimo Gandolfini, voce storica del movimento pro-life, ha letto diverse testimonianze raccolte per l’occasione. Il messaggio del presidente della Camera Lorenzo Fontana ha ribadito l’impegno a rafforzare il sostegno alla maternità e a rendere più accessibile la rete dei servizi socio-sanitari, per alleviare il carico che «ancora grava in larga parte sulle famiglie» italiane.

La lettera di Bocelli: «Mia madre scelse di fidarsi della vita»

Il momento più atteso, e inatteso, è arrivato verso la fine. Dal palco, la Ruiu ha letto una lettera del tenore Andrea Bocelli, inviata ai partecipanti. «Mia madre», ha scritto l’artista, «a cui i medici sconsigliarono di portare avanti la gravidanza, scelse di fidarsi della vita e di non sottrarsi» alle proprie responsabilità. Bocelli ha definito questa testimonianza un «privilegio e un gesto di gratitudine». Un contributo sobrio, diretto, che ha chiuso la giornata con una forza difficile da commentare. L’articolo originale ricorda anche le parole di papa Leone, pronunciate l’8 giugno ai politici spagnoli: «se la vita cessa di essere riconosciuta come un valore fondamentale, quale futuro possono avere le nostre società?».