Come il “Diario” di San Faustina ha cambiato la vita di Don Michał Wielgus

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O. Michał Wielgus racconta come il "Diario" di Santa Faustina lo ha guidato a scoprire la sua vocazione religiosa, trasformando la sua vita e la sua fede. O. Michał Wielgus racconta come il "Diario" di Santa Faustina lo ha guidato a scoprire la sua vocazione religiosa, trasformando la sua vita e la sua fede.
Don Michał Wielgus
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Don Michał Wielgus racconta come il “Diario” di Santa Faustina lo ha guidato a scoprire la sua vocazione religiosa, trasformando la sua vita e la sua fede.

Il Vangelo e la vocazione: “Non mi hai scelto, ma io ho scelto te”

Don Michał Wielgus CSR racconta che la sua vocazione non è mai stata una scelta consapevole, ma piuttosto un cammino in cui è stato scelto da Dio, passo dopo passo. Le parole del Vangelo: “Non mi hai scelto, ma io ho scelto te” lo accompagnano da sempre, ricordandogli che la sua vita non è stata pianificata, ma guidata dalla mano di Dio. Questa frase ha avuto un peso particolare per Michał, poiché ha scoperto che la vocazione non era un percorso che lui aveva tracciato, ma un cammino che si è svelato nel tempo, un cammino che non avrebbe mai potuto prevedere.

Il “Diario” di Santa Faustina: una guida silenziosa

Tutto ha avuto inizio durante il primo anno di liceo, quando Michał ha incontrato un amico che gli parlò del “Diario” di Santa Faustina Kowalska. Il giovane amico gli raccontò con gioia di come Faustina cercasse di vivere ogni momento secondo la volontà di Dio. Quell’entusiasmo lo colpì, ma fu solo più tardi che Michał riuscì a trovare una vecchia copia del “Diario”, firmata ancora come “Servo di Dio”. Cominciò a leggere lentamente, con calma, e ben presto quel libro divenne una compagna inseparabile. Anche nei momenti di incertezza, quando il futuro non era chiaro, O. Michał tornava al “Diario”, cercando in esso risposte, luce e direzione.

La relazione con Dio: una presenza che cambia la vita

Una delle cose che colpì maggiormente Michał nel “Diario” fu il modo in cui Santa Faustina descriveva la sua relazione con Dio. Non era un Dio distante, ma un compagno vicino, che si prendeva cura di lei. Le parole di Faustina, come “Non preoccuparti di nulla, mi prenderò cura di te”, rimasero impresse nella sua mente e nel suo cuore. Per Michał, Dio non era più “là fuori”, ma qualcuno che lo amava, qualcuno che gli diceva: “Il cuore del mio cuore”.

Un percorso di chiamata: la scoperta della vocazione

Nonostante la profonda lettura del “Diario” e la crescita spirituale che ne derivò, Michał non pensava inizialmente alla vita religiosa. A 27 anni, immaginava ancora per sé un futuro matrimoniale. Ma un incontro casuale cambiò tutto. Durante una conversazione con un agostiniano, uno dei suoi amici, gli fu detto: “Non ti sposerai più. Andrai in monastero”. La risposta di Michał fu di riso, come tutti gli altri presenti, ma, guardando indietro, si rese conto che quella frase non era solo una battuta, ma una previsione di ciò che sarebbe successo, quando, nel profondo, cominciò a sentire che Dio lo stava chiamando a un altro tipo di vita.

Nonostante la profonda lettura del "Diario" e la crescita spirituale che ne derivò, Michał non pensava inizialmente alla vita religiosa. A 27 anni, immaginava ancora per sé un futuro matrimoniale.
Santa Faustina Kowalska

La lotta quotidiana: un cammino di fiducia

Michał sottolinea che una vocazione non è mai un percorso senza difficoltà. Ogni giorno porta con sé una lotta, una nuova sfida. Le parole di Santa Faustina, “Inizio la giornata con una lotta e la finisco con una lotta”, diventano per lui un punto di riferimento per comprendere la realtà della vita cristiana. Ogni passo, ogni difficoltà, si trasforma in un’occasione per imparare a fidarsi di Dio. “Mi prenderò cura di te” è un messaggio che continua a risuonare nel cuore di Michał, che si sente sempre più convinto che, nonostante le battaglie quotidiane, Dio non lo abbandonerà mai.

L’Eucaristia e l’amore radicale: una nuova comprensione

Col passare del tempo, Michał ha imparato a vedere l’Eucaristia sotto una luce diversa. Non più un semplice dovere, ma un vero e proprio bisogno, una fonte di vita senza la quale non riuscirebbe a vivere. In Santa Faustina, Michał ha trovato anche un esempio di radicalità spirituale: la sua continua lotta contro anche il più piccolo peccato, non per paura, ma per amore. Questo amore per Dio ha trasformato la sua percezione della fede, rendendola una vocazione d’amore, più che un cammino di doveri.

Il cammino dell’amore: la vocazione come percorso di vita

Quando arriva la sofferenza, la malattia o la consapevolezza della finitezza della vita, Santa Faustina non si lamenta. Le sue parole, anzi, diventano ancora più piene di Dio. Per Michał, questo è un esempio di come la vocazione non sia mai un percorso di comodità, ma un cammino radicale di amore. È una via in cui ogni passo è guidato da Dio, ogni lotta porta a una maggiore fiducia e ogni sfida diventa un’opportunità per crescere nell’amore di Dio.

Conclusione: fidarsi per camminare

Guardando al suo cammino, Don Michał conclude che la vocazione non è una domanda su “cosa dovrei fare?”, ma sulla fiducia: “Di chi mi fido?”. È la fiducia in Dio che permette alla strada di rivelarsi passo dopo passo. Quando si impara a fidarsi davvero, allora il cammino della vocazione diventa chiaro, anche quando sembra oscuro.