Dalla FSSPX allo scisma d’Oriente, la storia delle scomuniche

La FSSPX ha ordinato vescovi senza il mandato di Roma: il Vaticano ha dichiarato la scomunica latae sententiae, automatica dal momento dell'atto. La FSSPX ha ordinato vescovi senza il mandato di Roma: il Vaticano ha dichiarato la scomunica latae sententiae, automatica dal momento dell'atto.
Vescovi durante la celebrazione della Fraternità San Pio X
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La FSSPX ha ordinato vescovi senza il mandato di Roma: il Vaticano ha dichiarato la scomunica latae sententiae, automatica dal momento dell’atto.

Il 1° luglio la Fraternità sacerdotale San Pio X ha ordinato quattro vescovi senza il consenso di Roma, un atto che richiama da vicino le consacrazioni compiute nel 1988 da monsignor Lefebvre. Il Dicastero per la Dottrina della Fedeha risposto con un decreto pubblicato il 2 luglio, dichiarando che i sei vescovi della FSSPX sono scomunicati per aver preso parte all’atto scismatico. Il testo avverte inoltre che chierici e fedeli laici non devono aderire allo scisma della Fraternità, pena l’incorrere automaticamente nella scomunica latae sententiae. Un’espressione latina che torna spesso nei documenti ecclesiastici, ma il cui significato resta poco conosciuto fuori dagli ambienti canonisti. Ma cosa indica esattamente questa formula, e in cosa si distingue dalle altre sanzioni previste dal diritto della Chiesa?

Cosa prevede il diritto canonico sulle sanzioni

Il diritto della Chiesa distingue due tipi di pene: quelle medicinali e quelle espiatorie. La scomunica appartiene alle prime, il cui scopo è portare chi ne è colpito a correggersi, a differenza delle seconde, pensate invece come penitenza per la colpa commessa. La parola stessa viene dal latino ex communicare, “mettere fuori dalla comunità”. La pena, però, non comporta l’esclusione dalla Chiesa, bensì l’impossibilità per lo scomunicato di ricevere i sacramenti finché non ottiene l’assoluzione nel sacramento della riconciliazione. Non si tratta dunque di una condanna definitiva, ma di uno strumento pensato per riportare il fedele alla piena comunione con la Chiesa.

La differenza tra scomunica latae sententiae e ferendae sententiae

Esistono due forme di scomunica. La ferendae sententiae, “la sentenza da emettere”, segue una decisione giudiziaria della Chiesa. La latae sententiae, “la sentenza che cade da sé”, colpisce invece chi commette determinate colpe nel momento stesso in cui compie l’atto delittuoso. Tra i casi previsti figurano l’apostasia, lo scisma, l’eresia, la violenza contro il Papa, l’assoluzione data da un sacerdote complice di un peccato contro il sesto comandamento, la profanazione delle specie consacrate e la consacrazione episcopale senza mandato pontificio. Rientrano nell’elenco anche il tentativo di celebrare l’eucaristia o di ascoltare una confessione senza essere sacerdote, oltre alla violenza fisica esercitata contro il Papa.

Non è la prima volta che la Fraternità San Pio X si confronta con questa sanzione. Nel 1988 le consacrazioni episcopali compiute da monsignor Lefebvre provocarono la stessa scomunica latae sententiae
Antico testo di diritto canonico

Perché la FSSPX è incorsa nella scomunica automatica

È proprio quest’ultimo motivo a spiegare perché i consacranti e i futuri vescovi ordinati dalla Fraternità San Pio X si siano esposti a una scomunica che non richiede alcuna decisione particolare da parte della Santa Sede. La revoca della sanzione, invece, dipende quasi sempre dal Papa stesso o, almeno, da un vescovo. Le scomuniche latae sententiae, sono peraltro frequenti, spesso silenziose e a volte persino sconosciute alla persona colpita, proprio perché non richiedono alcun processo né alcuna dichiarazione pubblica per produrre i loro effetti.

Precedenti storici, da monsignor Lefebvre allo scisma d’Oriente

Non è la prima volta che la Fraternità San Pio X si confronta con questa sanzione. Nel 1988 le consacrazioni episcopali compiute da monsignor Lefebvre provocarono la stessa scomunica latae sententiae, revocata poi da Benedetto XVI nel 2009 come segno di apertura verso un dialogo rinnovato. Gli scomunicati più noti della storia, a cominciare dall’imperatore bizantino Michele I Cerulario nel 1054, furono invece colpiti da una ferendae sententiae, sentenza pronunciata dopo un vero processo ecclesiastico: fu quello l’atto all’origine del grande scisma d’Oriente, che ancora oggi separa Roma da Costantinopoli.