La pace non può nascere dalle armi, né dalla paura, ma da cuori capaci di riconciliazione e perdono.
Con questo spirito Papa Leone XIV ha scelto il tema della Giornata mondiale della pace 2026, che si celebrerà il 1° gennaio: “La Pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante”. L’annuncio, diffuso dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, pone al centro un appello universale che non riguarda soltanto i credenti, ma l’intera famiglia umana.
Le parole del Pontefice rappresentano un invito pressante a cambiare paradigma: non più la logica della guerra e della minaccia, ma quella della fiducia reciproca, della giustizia e dell’amore. Una pace che non sia soltanto proclamata, ma vissuta nei rapporti quotidiani, capace di aprire i cuori e generare speranza.
Una pace che nasce dal perdono e dalla giustizia
Fin dal giorno della sua elezione, l’8 maggio scorso, Leone XIV ha fatto della pace il fulcro del suo pontificato, richiamando con frequenza la necessità di diventare un popolo “disarmato e disarmante”. Non basta – ha ribadito – invocare la pace a parole: occorre costruirla attraverso scelte concrete, rifiutando ogni forma di violenza, sia essa fisica, politica o culturale.
Il Papa ha messo in discussione anche un antico adagio latino, Si vis pacem, para bellum (“Se vuoi la pace, prepara la guerra”), sostituendolo con una visione completamente nuova: “Se vuoi la pace, prepara le istituzioni della pace”. Una pace stabile, secondo Leone XIV, può essere edificata soltanto attraverso percorsi di dialogo, strumenti di giustizia e processi di perdono. Senza la capacità di riconciliarsi con l’altro, ha ricordato, non sarà mai possibile un futuro sereno per i popoli.
Particolare attenzione è stata rivolta ai giovani, considerati protagonisti indispensabili del domani. “L’amicizia può cambiare il mondo – ha affermato –. L’amicizia è la via per la pace”. Durante un incontro con i ragazzi di Roma, il Pontefice ha voluto gridare insieme a loro un messaggio che attraversa i confini: “Vogliamo la pace nel mondo”.

Un messaggio universale che abbraccia tutti
Il Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale ha chiarito che l’invito del Papa è universale e non si rivolge soltanto ai credenti. Le parole di Cristo Risorto, “Pace a voi”, superano ogni barriera e toccano la coscienza di tutti: uomini e donne, politici e cittadini, ricchi e poveri. Si tratta di un richiamo alla responsabilità condivisa di costruire una società più umana e solidale.
Nello stesso giorno dell’annuncio, la Libreria Editrice Vaticana ha presentato il volume “E sia pace! Parole alla Chiesa e al mondo”, che raccoglie i primi discorsi di Leone XIV. I testi sono un concentrato di inviti alla comunione, alla fraternità e alla riconciliazione, a conferma che il tema della pace non è un semplice slogan, ma il cuore stesso del suo pontificato.
Con questo nuovo messaggio, Papa Leone XIV offre al mondo un orizzonte chiaro: la pace non si conquista con la forza, ma si costruisce con la vicinanza, l’amore e la fiducia reciproca. È un cammino esigente, ma necessario, perché solo così l’umanità potrà vivere in un futuro libero da guerre e divisioni.